1832: Annali dell'Istituto di Corrisponedenza Archeologica

Nel 1832 negli "Annali" del medesimo Istituto si legge:

"I monumenti del tempio e dell'oracolo di Tiora sono i due più importanti di tutto ciò che ci è stato segnalato da Varrone. Egli ne ha fissato le rovine a 300 stadi da Rieti e la situazione del villaggio di Sant'Anatolia corrisponde esattamente a questa distanza. Secondo la descrizione manoscritta del signor Simelli, il monumento dell'oracolo consiste in una roccia bruta, che non è stata tagliata se non per formare una terrazza di circa 40 metri di lunghezza per 10 di larghezza. Questa terrazza è limitata da un muro di costruzione pelasgica, ma meno curato di quello del tempio di Marte, che è uno dei più bei modelli di questo genere di costruzione. Questo muro ha uno sviluppo di 54 metri. La prospettiva teatrale di questa terrazza presenta un banco, tagliato in modo che il suo dorso sia nella roccia viva, ma la sua sopraelevazione di un solo metro... La sua lunghezza, compresa la base rimasta rozza alla sua estremità, è di 12 metri... La parte superiore della roccia che si estende su tutto il fondo di questa terrazza, forma un dorso che si eleva di 3 metri circa".