Appendice X - Il Catasto Provvisorio di S.Anatolia del 1815

Tratto da: Archivio di Stato di Rieti - Catasto provvisorio del circondario di Cittaducale - Stato di Sezioni - 1809-1928 - regg. 360 - Inventario 73 - Borgocollefegato n. 133 - Sezione F: Sant'Anatolia - I documenti sono stati fotografati da Roberto Tupone il 20.09.2013

Nel 1741, Carlo di Borbone, emanando la prammatica reale “de catastis”, aveva dato il via alla formulazione del Catasto onciario del Regno: il registro di Sant'Anatolia fu terminato nel 1753.

Quando nel 1806 Napoleone, dopo aver occupato l'Italia, nominò il fratello maggiore Giuseppe Re di Napoli, sottraendo il trono a Ferdinando di Borbone, figlio di Carlo appunto, erano trascorsi circa sessant'anni da quel primo censimento: molte proprietà erano passate agli eredi, altre erano state vendute e acquisite dai più ricchi e nuovi “forestieri” avevano acquistato terre ed edifici.

Vendite, lasciti, cessioni, eredità, avevano costretto gli impiegati del catasto ad aggiornare e rimaneggiare più volte i registri stravolgendoli: mentre le copie del catasto onciario, conservate nell'archivio di Napoli, rimanevano intatte, quelle conservate negli archivi provinciali, nel nostro caso quello dell'Aquila, vennero in gran parte rimaneggiate, con cancellazioni, note e correzioni, per non parlare delle innumerevoli pagine strappate e sostituite.

Ma ciò che, fondamentalmente, impose la realizzazione di un nuovo catasto fu la necessità di forgiare una nuova organizzazione statale adeguandola alle novità introdotte dalla Rivoluzione francese e proseguite durante l'impero napoleonico.

Il nuovo Regno d'Italia napoleonico fu investito da un rapido programma di riforme in tutti i principali settori a livello politico, sociale, civile, economico, finanziario, e religioso, con l'istituzione di nuovi ordinamenti di governo, di amministrazione centrale e locale, di gestione giuridica e fiscale.

L'abbattimento dell'Ancien Regime e quindi l'abolizione della feudalità (con l'espropriazione delle proprietà fondiarie alla nobiltà) e la soppressione degli ordini monastici, necessari a far sviluppare una classe borghese forte ed egemone, aveva infatti come conseguenza la redistribuzione delle terre e la modifica della titolarità dei grandi patrimoni.

Il nuovo ordinamento statale aveva bisogno di riorganizzare un nuovo catasto per imporre una politica di prelievo fiscale certa ed, in qualche modo, equa, ovvero riconosciuta dalla cittadinanza secondo i principi del diritto, e doveva quindi essere basata su una rappresentazione più precisa e aderente alla realtà rispetto al vecchio Catasto.

Il Catasto Onciario del 1753 consisteva, infatti, in una sorta di censimento delle famiglie, del clero e dei forestieri, nel quale venivano elencate le rispettive proprietà (terre, immobili, animali). La determinazione della consistenza patrimoniale spesso avveniva tramite una sorta di dichiarazione e autocertificazione dei capofamiglia, ovvero non si basava necessariamente su sopralluoghi e verifiche sul posto.

Il nuovo Catasto rappresentò invece un inventario di beni patrimoniali e si fondò sul territorio piuttosto che sulla popolazione. Inoltre, in esso tutti i contribuenti furono trasformati in proprietari e posti allo stesso livello: nobili, ecclesiastici, cittadini e benestanti (sia locali che forestieri, se avevano proprietà nel comune). La feudalità era stata abolita e gli ecclesiastici, che nell’onciario avevano il beneficio di pagare per metà delle loro rendite, in seguito al concordato dovettero uniformarsi agli altri contribuenti rinunciando alle loro prerogative.

Fu Giuseppe Bonaparte (e poi dal 1808 Gioacchino Murat), a promulgare una serie di riforme legislative per rimettere ordine e razionalità a tutta l'organizzazione statale. Con una legge dell'8 agosto 1806 abolì tutte le contribuzioni dirette tanto sui beni di ogni natura, quanto sulle persone e sull'industria, come il testatico o le once d'industria personale.

Al loro posto fu operata l'imposizione di una somma fissa ripartita tra le proprietà fondiarie in proporzione della loro rendita decennale. Furono soggette a contribuzione le terre, anche incolte, le case destinate ad abitazione o a industria rurale, le officine, le fabbriche e le manifatture, i laghi, i canali di navigazione, le miniere, le cave di pietre, le rendite dei creditori dello Stato e quelle degli uffici venduti, le rendite superiori ai cento ducati sui capitali impiegati nel commercio e negli animali d'industria, restando esentati gli animali necessari alla coltura. Furono esentate le strade, le contrade, le piazze pubbliche e i fiumi.

Le terre incolte nelle quali fosse stata introdotta una cultura non potevano per cinque anni essere tassate con una aliquota più alta. Il ricavato di tali contribuzioni era ripartita dal consiglio di Stato tra le province, dai consigli generali delle province tra i distretti, dai consigli distrettuali tra le università. Il sindaco, coadiuvato dagli eletti e da quattro "commissari divisori" (due nominati dal decurionato e domiciliati nell'università, due dal sottointendente e provenienti dalle università vicine), determinava l'imposizione dei singoli contributi e procedeva alla suddivisione del territorio di ciascuna università.

Il territorio venne diviso in sezioni, ciascuna delle quali contrassegnate con una lettera, e, nell'ambito di ogni sezione, vennero iscritte tutte le proprietà indicando nomi, professione e domicilio del proprietario, nonché la natura della proprietà (per i terreni erano previste tre classi), la relativa estensione, la rendita. Questa operazioni si tradusse nella compilazione di uno “Stato di sezione” del territorio comunale, che poi, modificato nella forma e nelle indicazioni dalle disposizioni del 1809, divenne la base del nuovo Catasto.

Nel 1808 Giuseppe venne nominato re di Spagna e Gioacchino Murat, divenuto re di Napoli, il 14 aprile del 1809 emanò una nuova legge che stabilì la nascita di un “Catasto Provvisorio del Regno”.

E' interessante notare che, nonostante il nuovo Catasto sia stato realizzato in soli dieci anni (1806-1815), e che ad esso fosse stato attribuito sin da subito la denominazione di “provvisorio”, in quanto ideato e pensato come un primo passo verso un Catasto moderno, “geometrico” composto anche da mappe, misure e riferimenti geodetici, rimase in vigore per oltre un secolo, fino all'anno 1920 (*).

Nell'Archivio di Stato di Rieti si trovano registri del Catasto provvisorio dell'ex circondario di Cittaducale (periodo 1809-1928 circa) che si riferiscono ai Comuni di Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgocollefegato, Borgovelino, Cantalice, Castel S. Angelo, Cittaducale, Cittareale, Fiamignano, Leonessa, Lugnano, Micigliano, Pescorocchiano, Petrella Salto e Posta. Il catasto provvisorio fu recepito dai governi della restaurazione e del Regno d'Italia. Si compone di Stati di sezione, Registri partitari e Matricole dei possessori.

Negli Stati di Sezione, cioè il presente documento, c'è l'elenco tabellare di tutti i terreni e relativi possessori in ordine di "numero della proprietà".

  • Prima colonna: "Numeri delle proprietà e cognomi, nomi e professioni, ed abitazione de' proprietarj".
  • Seconda colonna: "Natura di ciascuna proprietà": seminativo, sodo, incolto, sterile, incerto, etc.
  • Terza colonna: "Denominazione delle proprietà o de' Luoghi in cui sono situate": valle maggiore, arella, capo macchia lonca, etc.
  • Quarta colonna: "Estensione de' territori" suddivisa in tre sotto-colonne di 1°, 2° e 3° classe.
  • Quinta colonna: "Rendita netta imponibile" catastale.
  • Sesta colonna: "Osservazioni"

 

Il territorio di S. Anatolia, posto nel Comune di Borgocollefegato, si trova nel registro n. 133, lettera F, dalla pag. 495 alla pag. 580 per un totale di 86 pagine.

(*) Le informazioni generali sul catasto sono state tratte, oltre che da wikipedia e fonti vari, in special modo dai testi di Luigi Russo che ha trascritto alcuni catasti del Regno delle due Sicilie. Ringrazio pertanto l'autore. Ringrazio inoltre i prof. Francesca Errico e Francesco Tupone per avermi aiutato nella stesura dell'introduzione.

Roberto Tupone, 22 gennaio 2015

Le case

Nel registro risulta che le case del paese erano settantasette, situate nei cinque quartieri residenziali principali. 46 case Entro la terra, 2 case Avanti la chiesa, 9 case in Piazza, 4 case a Piedi la terra, 3 case a Capo il rapale, 5 case Sopra il rapale e 9 case a Piedi il rapale.

I proprietari erano sessantacinque ed avevano le case dislocate secondo la seguente tabella:

n. Proprietario Edificio e luogo dove era situato
01 Amanzi Generoso una casa in Piazza ed una casa Entro la terra
02 Amanzi Giovanni Candido una casa in Piazza e due case Entro la terra
03 Amanzi Mattiantonio una casa Entro la terra
04 Berardini Alessandro una casa a Piedi il rapale
05 Colangeli Giuseppe una casa Entro la terra
06 Comune di S.Anatolia una casa in Piazza
07 D'Agostino Martino una casa Entro la terra
08 De Amicis Domenico una casa Entro la terra
09 Di Filippo Nicola una casa Avanti la Chiesa
10 Di Gasbarro Giustiniano una casa Entro la terra
11 Di Lorenzo Francesco una casa a Capo il rapale
12 Di Pietrantonio Luca una casa Entro la terra
13 Falcioni Nicola una casa Entro la terra
14 Federici Baldassarre una casa Entro la terra
15 Federici Francesco una casa Entro la terra
16 Fracassi Croce una casa Entro la terra
17 Fracassi Innocenzo una casa in Piazza
18 Fracassi Marco una casa Entro la terra
19 Gentile Domenicantonio una casa Entro la terra
20 Gentile Paolantonio una casa Entro la terra
21 Innocenzi Cesare una casa a Piedi la terra
22 Lanciotti Vincenzo una casa Entro la terra
23 Luce Bartolomeo una casa Sopra il rapale
24 Luce Francesco una casa a Piedi il rapale
25 Luce Giovanni Battista una casa in Piazza
26 Luce Giovanni Paolo una casa a Piedi il rapale
27 Luce Luca una casa a Piedi il rapale
28 Luce Maurizio una casa Sopra il rapale e due case a Piedi il rapale
29 Luce Pasquale una casa a Capo il rapale e una casa in Piazza
30 Luce Pietrantonio una casa in Piazza
31 Luce Tommaso due case Entro la terra
32 Luce Vincenzo una casa a Capo il rapale
33 Panei Giovanni Angelo due case Entro la terra
34 Passalacqua Domenico una casa Entro la terra
35 Passalacqua Giovanni Battista una casa Entro la terra
36 Peduzzi Angelantonio una casa Entro la terra
37 Peduzzi Antonio una casa Entro la terra
38 Peduzzi Francesco una casa Entro la terra
39 Peduzzi Fulgenzio una casa Entro la terra
40 Peduzzi Giuseppe due case Entro la terra
41 Peduzzi Pasquale una casa Entro la terra
42 Placidi Domenico una casa a Piedi la terra
43 Placidi Giuseppe due case Entro la terra
44 Pozzi Giovanni Pietro una casa Entro la terra
45 Pozzi Leonardo una casa Entro la terra
46 Pozzi Piacentina una casa Entro la terra
47 Prigenzi Francescangelo una casa Sopra il rapale
48 Rosati Antonio una casa Entro la terra
49 Rosati Berardino una casa Entro la terra
50 Rubeis Ubaldo una casa a Piedi la terra
51 Scafati Antonio una casa Entro la terra
52 Scafati Domenico una casa Entro la terra
53 Scafati Gabriele due case a Piedi il rapale
54 Scafati Giacomo una casa a Piedi la terra
55 Scafati Sebastiano due case Entro la terra
56 Scancella Romualdo una casa Entro la terra
57 Sgrilletti Andrea una casa Entro la terra
58 Sgrilletti Giuseppe una casa Sopra il rapale
59 Spera Angelo Antonio una casa in Piazza
60 Spera Giovanni una casa Sopra il rapale
61 Spera Giuseppe una casa in Piazza
62 Spera Venanzio una casa a Piedi il rapale
63 Stornelli Giuseppe una casa Avanti la Chiesa
64 Zacchè Croce una casa Entro la terra

Una delle case era di proprietà di un ente religioso:

65 Cappella della Pietà una casa Entro la terra

La n. 42 non era una semplice casa ma era il palazzo del governo, di oltre 60 stanze, l'antico castello di S.Anatolia di proprietà della famiglia Placidi. Infatti nel catasto risulta essere l'unica casa di prima classe.

Le stalle

Poi c'erano ottantasette stalle così dislocate: 1 stalla in Piazza, 2 stalle Entro la terra, 15 stalle e 1 pagliaio Fuori le porte di giù, 15 stalle a Piedi il rapale, 11 stalle al Trainello, 9 stalle e 3 pagliai a Piedi il Trainello, 3 stalle a La fonte, 2 stalle all'Aia de Santi, 4 stalle Sopra strada, 3 stalle e 1 pagliaio alle Case vecchie, 6 stalle a Costa di nitella, 7 stalle a Piedi coste di nitella e 6 stalle e due stalloni rurali a Cartora.

n. Proprietario Edificio e luogo dove era situato
01 Amanzi Generoso una stalla a Piedi il rapale, tre stalle e un pagliaio alle Case vecchie
02 Amanzi Giovanni Candido 3 stalle rurali ed uno stallone rurale a Cartora, una stalla in Piazza, quattro stalle a Piedi il rapale, una stalla con pagliaio a Piedi il Trainello e una stalla a La fonte
03 D'Agostino Martino una stalla Fuori le porte di giù
04 De Amicis Domenico una stalla al Trainello e una a Costa di nitella
05 Di Filippo Nicola una stalla a Piedi il rapale
06 Di Gasbarro Giacomo una stalla a Piedi coste di nitella
07 Di Gasbarro Giustiniano una stalla a Piedi il rapale
08 Di Gasbarro Luca una stalla ai Piedi il Trainello
09 Falcioni Nicola una stalla Sopra strada
10 Federici Francesco una stalla a La fonte e una a Piedi coste di nitella
11 Fracassi Marco una stalla a Piedi il rapale
12 Innocenzi Cesare una stalla a Costa di nitella
13 Lanciotti Vincenzo due stalle a Piedi il rapale
14 Luce Francesco una stalla Fuori le porte di giù
15 Luce Giovanni Battista una stalla al Trainello e una a Piedi il Trainello
16 Luce Luca una stalla a Piedi coste di nitella
17 Luce Maurizio due stalle all'Aia de Santi, una al Trainello e una Sopra strada e un pagliaio a Piedi il Trainello
18 Luce Pasquale una stalla rurale a Cartora, una al Trainello e una Sopra strada
19 Luce Pietrantonio due stalle a Piedi il Trainello
20 Luce Vincenzo una stalla rurale a Cartora e due a Piedi il Trainello
21 Pace Giuseppe una stalla Sopra strada
22 Panei Giovanni Angelo 2 stalle e un pagliaio a Piedi il Trainello
23 Passalacqua Giovanni Battista una stalla al Trainello
24 Peduzzi Angelantonio una stalla a Piedi coste di nitella
25 Peduzzi Giuseppe una stalla rurale a Cartora e una Entro la terra
26 Pelliccione Barnaba una stalla a Piedi il rapale
27 Placidi Domenico uno stallone rurale a Cartora, sei stalle e un pagliaio Fuori le porte di giù e una stalla a Costa di nitella
28 Pozzi Leonardo una stalla al Trainello
29 Rosati Berardino una stalla Entro la terra e una Fuori le porte di giù
30 Rubeis Giacomo una stalla Fuori le porte di giù
31 Scafati Antonio una stalla a Costa di nitella
32 Scafati Domenico due stalle al Trainello
33 Scafati Gabriele una stalla al Trainello e una a Costa di nitella
34 Scafati Giuseppe due stalle a Piedi il rapale e una a Piedi coste di nitella
35 Scafati Sebastiano una stalla a Piedi il rapale
36 Sgrilletti Andrea una stalla a Piedi il rapale
37 Sgrilletti Giuseppe una stalla al Trainello
38 Sgrilletti Nicola una stalla a Piedi coste di nitella
39 Spera Angelo Antonio due stalle Fuori le porte di giù e una a Costa di nitella
40 Spera Giovanni una stalla a La fonte
41 Spera Giovanni Pietro una stalla Fuori le porte di giù
42 Spera Giuseppe una stalla Fuori le porte di giù
43 Spera Venanzio una stalla al Trainello

Altri spazi

Oltre a questi edifici c'erano altri ventotto spazi, case disabitate, case cadenti, casaleni, siti, etc., dislocati come nel seguente prospetto:

n. Proprietario Edificio e luogo dove era situato
01 Amanzi Generoso un sito alle Case vecchie e un sito in Piazza
02 Amanzi Giovanni Candido un sito a Piedi il Trainello, quattro siti in Cartora, uno a Vincioni e uno Entro la terra
03 Colangeli Giuseppe un sito a Vincioni
04 Falcioni Nicola un sito Sopra strada
05 Federici Baldassarre un casaleno a Piedi il Trainello
06 Innocenzi Cesare una casa disabitata Avanti la Chiesa
07 Luce Luca un sito a Cartora
08 Luce Maurizio un sito all'Aia de Santi
09 Luce Pasquale un sito a Cartora
10 Luce Vincenzo un sito a Colle detto la Grotte
11 Panei Giovanni Angelo un sito a Piedi il Trainello
12 Placidi Domenico una casa a granajo e una casa disabitata Entro la terra e una casa rurale alle Vicenne de Carusi
13 Rubeis Berardino un sito a Vincioni
14 Rubeis Ubaldo un sito a Colle detto la Grotte e un casaleno a La fonte
15 Scafati Nicola una casa cadente Entro la terra
16 Sgrilletti Nicola un sito a Vincioni e uno a La fonte
17 Spera Giuseppe un sito alla Piazza

C'erano poi quattro aie private:

n. Proprietario Aia e luogo dove era situata
01 Amanzi Giovanni Candido un'aia in Piazza
02 Luce Vincenzo un'aia alle Coste di nitella
03 Luce Pasquale un'aia a Cartora
04 Biase Pietrantonio un'aia alle Case vecchie

Nel catasto risultano anche due chiese naturalmente di proprietà di due enti religiosi:

n. Proprietario Chiesa e luogo dove era situata
01 Cappella di S.Anatolia una chiesa alle Case vecchie
02 Chiesa Parrocchiale una chiesa e una sacrestia Entro la terra

Le terre

I boschi erano per il 99% di proprietà del Comune di S.Anatolia:

n.
Proprietario
Bosco e luogo dove era situato
Estensione
01
Comune di S.Anatolia
Bosco ceduo alle Falde della duchessa
1472,00
02
Comune di S.Anatolia
Boscoso ceduo alla Valle Cartore
700,00
03
Comune di S.Anatolia
Boscoso ai Piedi le Trattora
45,00
04
Comune di S.Anatolia
Boscosa ai Colli delle trattora e Macchia rotonda
20,00
05
Di Pietro Scafati Sebastiano
Boscosa Avanti di bocca di Tevi
06,00
06
Di Gasbarro Giustiniano
Boscosa Avanti di bocca di Tevi
02,00
07
Rubeis Giacomo
Boscosa Avanti di bocca di Tevi
10,00
08
Di Pietro Scafati Sebastiano
Boscosa Avanti di bocca di Tevi
07,00

 

La natura del territorio, a parte le case e le stalle, era così ripartita:

N.
Natura
Estensione
01
Incolto
560,69
02
Macchia cedua, colle macchioso
418,00
03
Montagna, montagna o pascolo, montagna sassosa
650,00
04
Orto, orto a secco, orto rigabile
66,95
05
Pascolo, prato a secco, prato rigabile, prato di costa
239,17
06
Querceto, cerreto
555,40
07
Selvareccio
192,00
08
Seminativo di monte, di colle, di piano, di costa, di piano a secco
4865,86
09
Sodo, sodo di monte, sodivo
1056,62
10
Sterile, sterposo
1256,00
11
Boscoso, bosco ceduo
2262,00
12
Vigna, vigna sterpa
241,71

Segue l'elenco dei nomi delle terre:

n. Nome del terreno
1 Acqua Santa
2 Acquaro delle Scifelle
3 Agliere
4 Aia de Santi
5 Albanitto
6 Arella
7 Avanti di Bocca di Tevi
8 Avanti la Chiesa
9 Azzarola
10 Bocca di Tevi
11 Camparello
12 Campo di Cartora
13 Cannapina
14 Capo il Rapale
15 Capo il Vallone di Volpe Morta
16 Capo la Valle Denzeta
17 Capo le Lesche
18 Capo le Marze
19 Capo le Silvi
20 Capo Macchia longa
21 Capo Mostatico
22 Capo Sodi
23 Capo Valle Maggiore
24 Carbonara
25 Carnale
26 Cartora
27 Case Vecchie
28 Case Vecchie e Paco
29 Cava
30 Ceppito
31 Ceppito e Vaisella
32 Cerasoli
33 Cerretina
34 Cesa
35 Cesa Cotta
36 Cesa Franconi
37 Cesolia
38 Chiavicella
39 Colanesce
40 Collalto
41 Colle Cervello
42 Colle del Vento
43 Colle dell'Immagine
44 Colle della Cerqua
45 Colle della Guardia
46 Colle delle Donne
47 Colle delli Alebrosi
48 Colle detto la Grotte
49 Colle detto le Macchie
50 Colle detto li Vaccari
51 Colle detto Vajaonia
52 Colle di Fontocone
53 Colle di S.Maria
54 Colle Pelato e Forca
55 Colle Venuro
56 Colli delle Trattora e Macchia rotonda
57 Colli delli Arbucci
58 Colli di S.Nicola
59 Coremano
60 Costa de Corvi
61 Costa de Sodi
62 Costa del Tivola
63 Costa di Nitella
64 Costarelle
65 Coste del Vento
66 Coste della Nebia
67 Coste di Entro al Dente
68 Coste di Nitella
69 Coste di Nitella o Paco
70 Crivello
71 Dentro il Toro
72 Entro la Terra
73 Falde della Duchessa
74 Favo Acquaro
75 Femina Morta
76 Folcaro
77 Folcaro e Cerretina
78 Fonte
79 Fonte di Cartora
80 Fonticchia
81 Fonticelle
82 Fossaduni
83 Fossate
84 Fratta Serroni
85 Fuori le Porte di giù
86 Grossito
87 Iafrullo
88 Immagine sopra S.Anatolia
89 L'Immagine
90 La Costa
91 La Fonte
92 La Turchetta
93 Le Grotti di Palazzo
94 Lesche
95 Macchia Longa
96 Macchia Porrana
97 Macchia Rotonda
98 Marzetelle
99 Mostatico
100 Noce della Fossa
101 Noce Moreca
102 Paco
103 Paco di Pietro, Pago di Pietro
104 Pagliarella
105 Pagliarina
106 Pastene
107 Pero Mozzillo
108 Pesce Cpinarello
109 Pezzuni o Vena de Corvi o Costa S. Biagio
110 Pianara
111 Piazza
112 Piedi Coste di Nitella
113 Piedi Forca
114 Piedi Forcella
115 Piedi Forcella e Trattora
116 Piedi il Colle
117 Piedi il Pago
118 Piedi il Rapale
119 Piedi il Trainello
120 Piedi la Terra
121 Piedi le Trattora
122 Piedi le Vigne
123 Piedi Macchia Longa
124 Piedi Monte
125 Piedi Rozza
126 Piedi Toreto
127 Piedi Via Nuova
128 Piedicagne
129 Piedicine
130 Pietra Dritta
131 Piletta
132 Piscina e Cerro
133 Pizzo del Dente
134 Pontone
135 Prata de Misci
136 Pratale
137 Prato di melo
138 Pretoloni o Valle
139 Rozza Vellino, e Tevi
140 S. Liberato, S. Liberatore
141 S.Giovanni
142 S.Maria del Colle
143 S.Nicola
144 Scancelle
145 Scanna Cavalli
146 Signoritti
147 Sodi
148 Sopra il Rapale
149 Sopra Strada
150 Sotto S.Anatolia
151 Spinaro
152 Tivi e Macchia Porrana
153 Trainello
154 Trattora
155 Tre Piedi Castello
156 Vaisella
157 Vajaonia
158 Valle Caprina
159 Valle Cartore
160 Valle de Santi
161 Valle del Rivo
162 Valle della Fonte
163 Valle della Mozza
164 Valle di Amico
165 Valle Livosa
166 Valle Maggiore
167 Valle Martina
168 Valle o Case vecchie
169 Valle Tivola
170 Vallone Largo
171 Valosce
172 Varevarello
173 Varrettore
174 Via Nuova e Vado acquaro
175 Vicenna
176 Vicenna Pagana
177 Vicenne de Carusi
178 Vicenne di Cartora
179 Vicennola
180 Vignali
181 Vignole
182 Vincioni

 

I possidenti più facoltosi

Nel 1815 la distribuzione delle proprietà era cambiata rispetto a 60 anni prima. Nel 1753 infatti, quando venne formulato il catasto onciario, la ripartizione delle terre era più equilibrata e le differenze meno marcate. Nel 1815, probabilmente favorita dalle leggi napoleoniche che, abolendo la feudalità e limitando la ricchezza del clero, liberava spazi alla borghesia più rampante, la famiglia Placidi aveva decisamente surclassato tutte le altre famiglie di S.Anatolia.

Infatti aveva addirittura più del doppio della ricchezza del secondo proprietario Giuseppe Pace e quest'ultimo non era neanche di S.Anatolia ma di Massa d'Albe e quindi la rendita non andava neanche ad arricchire il nostro paese. Dopo di loro finalmente la maggior parte delle rimanenti proprietà erano in mano ai contadini santanatoliesi. Curioso leggere nell'elenco il nome di Filippo Colonna indicato con la carica di “Contestabile”, quasi un fantasma del passato feudale.

n.

Proprietario
Estensione
1 classe            2 classe           3 classe
Rendita
01
Placidi Domenico
450,42
365,75
224,05
162,42
02
Pace Giuseppe
257,50
285,90
156,45
72,96
03
Amanzi Giovanni Candido
242,23
151,89
85,50
62,27
04
Innocenzi Cesare
78,00
69,75
62,25
42,72
05
Luce Maurizio
77,25
117,00
65,00
38,96
06
Amanzi Generoso
42,08
43,00
49,75
28,67
07
Luce Pasquale
153,55
47,25
16,50
27,13
08
Luce Vincenzo
53,18
59,05
67,87
24,03
09
Federici Francesco
59,50
46,00
34,00
22,35
10
Luce Pietrantonio
28,00
77,87
48,00
22,15
11
Panei Giovanni Angelo
77,30
70,90
33,25
20,11
12
Scafati Domenico
67,25
32,25
25,50
20,03
13
Colonna Filippo, Contestabile
114,25
38,25
28,75
19,72
14
Placidi Giuseppe
47,55
53,00
32,00
19,11
15
Panei Pietro
47,50
47,75
44,40
18,21
16
Scafati Giacomo
47,00
45,90
24,25
13,93
17
Spera Angelo Antonio
31,00
35,75
44,10
13,50
18
Mozzetti Vincenzo
0
19,00
25,00
11,33
19
Sgrilletti Andrea
13,75
20,35
17,00
10,02
20
Peduzzi Giuseppe
31,03
21,00
17,00
9,84
21
Rubeis Giacomo
19,25
47,00
8,95
9,59

Le famiglie più ramificate

Seguono i cognomi più diffusi nel registro e quindi le famiglie che, essendo più ramificate, erano probabilmente le più antiche del paese.

n. n. rami Cognomi
01 13 Luce
02 13 Scafati
03 8 Peduzzi
04 6 Rubeis
05 5 Spera
06 4 Sgrilletti
07 4 Di Gasbarro

 

I 120 proprietari

Ed ecco infine, in ordine alfabetico, l'elenco dei proprietari.

n. Proprietari
01 Aldobelli Francesco
02 Amanzi Generoso
03 Amanzi Giovanni Candido
04 Berardini Alessandro
05 Berardini Giacomo
06 Biase Pietrantonio
07 Carlucci Francesco
08 Castellani Generoso
09 Castellani Michele
10 Cesile Martino
11 Colangeli Giuseppe
12 Colonna Filippo
13 Cucchiarelli Basilio
14 D'Agostino Martino
15 D'Alfonso Antonio
16 De Amicis Domenico
17 De Santis Giocondo
18 De Santis Odoardo
19 Di Alfonso Antonio
20 Di Berardino Massimo
21 Di Bernardino Alessandro
22 Di Filippo Nicola
23 Di Gasbarro Eusebio
24 Di Gasbarro Giacomo
25 Di Gasbarro Giustiniano
26 Di Gasbarro Luca
27 Di Lorenzo Francesco
28 Di Nicola Filippo
29 Di Nicola Giacomo
30 Di Pietrantonio Luca
31 Di Pietro Scafati
32 Di Pietro Scafati Sebastiano
33 Di Simone Scafati Sabantonio
34 Di Simone Scafati Sebastiano
35 Di Virgilio Angelo
36 Fabrioni Giustino
37 Falcioni Nicola
38 Federici Baldassarre
39 Federici Domenico
40 Federici Francesco
41 Fracassi Croce
42 Fracassi Innocenzo
43 Fracassi Marco
44 Gentile Domenicantonio
45 Gentile Francesco
46 Gentile Paolantonio
47 Giorgi Giovanni Paolo
48 Innocenzi Cesare
49 Lanciotti Giustino
50 Lanciotti Vincenzo
51 Luce Bartolomeo
52 Luce Felice
53 Luce Francesco
54 Luce Giovanni Battista
55 Luce Giovanni Paolo
56 Luce Luca
57 Luce Martino
58 Luce Maurizio
59 Luce Pasquale
60 Luce Pietrantonio
61 Luce Pio Paolo
62 Luce Tommaso
63 Luce Vincenzo
64 Mariani Andrea
65 Mozzetti Vincenzo
66 Nicolai Benedetto
67 Nicolai Gabriele
68 Pace Giuseppe
69 Panei Giovanni Angelo
70 Panei Giuseppe
71 Panei Pietro
72 Passalacqua Domenico
73 Passalacqua Giovanni Battista
74 Peduzzi Angelantonio
75 Peduzzi Angelo
76 Peduzzi Antonio
77 Peduzzi Francesco
78 Peduzzi Fulgenzio
79 Peduzzi Giuseppe
80 Peduzzi Nicola
81 Peduzzi Pasquale
82 Pelliccione Barnaba
83 Pelliccione Paolo
84 Placidi Domenico
85 Placidi Giuseppe
86 Pozzi Giovanni Pietro
87 Pozzi Leonardo
88 Pozzi Piacentina
89 Prigenzi Francescangelo
90 Rampa Filippo
91 Rosati Antonio
92 Rosati Berardino
93 Rubeis Berardino
94 Rubeis Domenico
95 Rubeis Giacomo
96 Rubeis Giustino
97 Rubeis Spirito
98 Rubeis Ubaldo
99 Santori Angelo
100 Scafati Amelio
101 Scafati Antonio
102 Scafati Carlo
103 Scafati Domenico
104 Scafati Gabriele
105 Scafati Giacomo
106 Scafati Giuseppe
107 Scafati Natale
108 Scafati Sebastiano
109 Scancella Romualdo
110 Sgrilletti Andrea
111 Sgrilletti Giuseppe
112 Sgrilletti Nicola
113 Sgrilletti Romualdo
114 Spera Angelo Antonio
115 Spera Giovanni
116 Spera Giovanni Pietro
117 Spera Giuseppe
118 Spera Venanzio
119 Stornelli Giuseppe
120 Zacchè Croce

 


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