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Roberto Tupone

Il sito di Sant'Anatolia è il frutto di molti anni di ricerche fatte nei ritagli di tempo di tutta la mia vita. E' stato un lavoro lungo e faticoso ma entusiasmante. Più che un lavoro per me è stato un piacere e, nonostante  penso sempre che non sia terminato, ne sono molto orgoglioso. La soddisfazione di iniziare non avendo nulla e riuscire poi con il tempo a scovare così tanto materiale è veramente grande.

Ho iniziato a raccogliere informazioni da quando avevo 15 anni chiedendo ai miei genitori, zii e nonni di raccontarmi la storia dei miei antenati. Quando ho esaurito le fonti è stato naturale allargare il cerchio alla storia del nostro paese e quindi ho intervistato molti altri vecchi di Sant'Anatolia e, sempre naturalmente, ho proseguito andando in cerca di notizie nella biblioteca nazionale di Roma dove io sono nato.

Ho spulciato centinaia di volumi, forse più di mille, alla ricerca di spezzoni di storia. Poi, quando ho esaurito anche le fonti bibliografiche, sono andato a cercare notizie negli archivi. Da principio sono andato a spulciare nell'archivio della parrocchia di San Nicola a Sant'Anatolia da dove poi in seguito ho tratto le notizie genealogiche. Poi sono stato nell'archivio del comune di Borgorose ma ancora ci sarebbe molto da cercare. Poi in qualche archivio di Roma ed infine nell'archivio della Diocesi di Rieti dove ho tratto molte delle informazioni inedite sulle chiese del nostro paese.

C'è ancora tantissimo da fare anzi, quando qualcuno, spero stimolato dal lavoro fatto da me, andrà a frugare bene nello stesso archivio della Diocesi di Rieti, nell'Archivio Provinciale dell'Aquila e soprattutto nell'Archivio del Reame di Napoli e del Vaticano, potrà far sembrare il mio lavoro quasi insignificante. E' come se avessi scoperto la punta di una piramide, scava e scava, se avessi tempo ancora il grosso è tutto sotto terra.

Già andando soltanto nell'Archivio di Rieti le notizie da trovare sono infinite. Si arriva tranquillamente al 1500 con informazioni inedite e dettagliate sulle chiese del paese, sul clero e a volte anche sulla popolazione, con nome e cognome di personaggi vissuti a Sant'Anatolia nel '500. Poi, volendo, nello stesso archivio si possono trovare notizie fino al 900 d.C. meno dettagliate ma interessanti.

Alcuni anni fà, prima del 2000, pensavo che la naturale concretizzazione di tutto questo lavoro sarebbe stata la pubblicazione di un libro ma, non conoscendo il mondo dell'editoria, mi ero arreso di fronte alla "burocrazia" della pubblicazione. Ho tenuto tutto fermo per anni alimentando ogni tanto il "libro" di qualche nuova notizia. Quando ho scoperto internet ho trovato lo strumento che cercavo ed è stato grazie alla voglia di pubblicare le mie ricerche che mi sono ritrovato ad imparare a costruire siti web.

Una delle mie ricerche è stata quella della genealogia. Il lavoro che abbiamo fatto io e mio fratello Alfredo, con l'aiuto di mia madre e di alcuni parenti e amici, è forse unico. Qualche anno fa' sono tornato a S. Anatolia per rivedere l'archivio della Parrocchia di San Nicola. Era da poco tempo cambiato il parroco poiché Don Giovanni Di Gasbarro era andato in pensione. Per fortuna il nuovo parroco (che ha esercitato soltanto un anno a Sant'Anatolia prima di trasferirsi altrove) si è fidato di me e della mia passione per la storia e mi ha permesso di fotocopiare l'intero archivio.

Ho rilegato le fotocopie, creando così una copia di sicurezza nel caso i documenti originali vadano perduti. Poi grazie a mio fratello Alfredo e ad un software di genealogia (geneweb - free software), abbiamo registrato quasi 5.000 nomi cioè tutto il popolo di Sant'Anatolia dal 1750 al 1930 (registro dei battesimi, dei matrimoni, dei morti e degli stati di famiglia). Abbiamo intrecciato i dati mettendo anche i nomi delle madrine o padrini di battesimo, testimoni di nozze, ecc. ed ora in pochi minuti possiamo inviare alberi genealogici a chiunque ne sia interessato.

Da quando ho messo questa possibilità nel sito mi hanno iniziato a scrivere molte persone originarie di Sant'Anatolia. La soddisfazione più grande è stata quando ho visto che la richiesta maggiore proveniva da persone che non vivono in Italia, soprattutto argentini, che poi sono i nipoti degli emigranti che partirono da Sant'Anatolia all'inizio del secolo scorso. Molti mi scrivono anche dall'Italia, soprattutto da Roma, e sono contento perchè questa è una bellissima possibilità per riallacciare dei rapporti che altrimenti erano destinati a perdersi.

Per quanto riguarda la genealogia qualcos'altro ancora si può trovare nell'archivio di Borgorose ma non si va più indietro del 1800 (anche i registri di Borgorose, quelli più antichi, li ho fotocopiati). Forse andando al catasto dell'Aquila qualche nome si può ricavare dai contratti di vendita, dai lasciti ereditari o dagli affitti dei terreni fatti al popolo di Sant'Anatolia o dai contratti fatti dai duchi che davano la terra in gestione ai contadini.

Mi piacerebbe molto creare un gruppo di lavoro o un'associazione che si occupi di fare ulteriori ricerche e di ricreare un rapporto con i nostri concittadini che vivono lontano. Mi piacerebbe coinvolgere i ragazzi di Sant'Anatolia che a volte vivono alienati, quasi senza una speranza di lavoro, e con l'unica possibile via di uscita di andare a vivere in qualche città come L'Aquila, Roma o anche più lontano. Spero in futuro, semmai anche grazie all'iniziativa di qualcun altro, che quello che ho in mente si possa realizzare.

Roberto Tupone - 19.09.2008

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