Perizia riguardante i terreni dei fratelli Amanzi nel 1811

Documento estratto dall'Archivio di Stato dell'Aquila - Tribunale Civile di Aquila - Perizia n.995

Nel 1811 alcuni periti nominati dal Tribunale dell'Aquila effettuarono la misurazione, la divisione e la stima di alcuni terreni siti in Sant'Anatolia di proprietà dei signori Amanzi ovvero: Arcangelo, Gio: Candido, Francesco e Berardinangela. Questi nel documento vengono indicati come "Fratelli Amanzi" ed infatti erano i rappresentanti dei quattro figli di Virgilio del Rosso (ca.1719-1770) e Anna Maria Amanzi (ca 1724-ca 1809) morti abedue prima del 1811 (qui l'atto di morte di Virgilio del Rosso).

  1. Berardinangela Innocenzi (1764-1823) era la moglie di Nicola Antonio Amanzi (1744-1798), primo figlio di Virgilio e Anna Maria.
  2. Gio: Candido Amanzi (1772-1853) era il primogenito di Giovanni Battista Amanzi (1747-1788), secondo figlio di Virgilio e Anna Maria.
  3. Don Arcangelo Amanzi (1748-1829), vivente nel 1811, era il terzo figlio di Virgilio e Anna Maria.
  4. Francesco Amanzi, che non è registrato nel database di genealogia, era probabilmente il quarto figlio di Virgilio e Anna Maria.

Il documento fu scritto su carta bollata del Regno di Napoli e Sicilia di grana 6. Il Timbro in basso è del Giudice di Pace di Pescorocchiano.

La divisione degli appezzamenti di terreno fu fatta in tre parti probabilmente perchè don Arcangelo Amanzi, essendo sacerdote senza eredi, non venne conteggiato.

I figli di Virgilio e di Anna Maria presero il cognome della madre. Non sappiamo il motivo ma non fu una caso isolato. Ogni tanto, seppur raramente, o per far sopravvivere un cognome in via di estinzione o per l'importanza maggiore di una famiglia rispetto all'altra, le madri davano il cognome ai figli. In effetti anche i figli di Nicola Antonio Amanzi e Berardinangela Innocenzi presero il cognome della madre e si chiamarono Innocenzi. E' da Cesare, uno dei loro figli, che discendono tutti gli Innocenzi di Sant'Anatolia, cognome che altrimenti sarebbe estinto.

I rami Amanzi di Sant'Anatolia sono due: i discendenti di Virgilio del Rosso e Anna Maria Amanzi e i discendenti di Giancarlo Amanzi (1724-1779) e Filippa Nanni (questa probabilmente era di Rosciolo). Forse Anna Maria e Giancarlo erano fratelli.

Il documento è stato fotografato da Roberto e Francesco Tupone in data 26.09.2012 e finito di trascrivere il 30.03.2013. Le parti tra parentesi quadre sono state aggiunte dal redattore. Qui le fotografie del documento.

Roberto Tupone, 1 aprile 2013

[INIZIO TRASCRIZIONE]

 

[pag. 01] Noi Paquale Ceci Giudice di Pace del Circondario di Peschio Rocchiano. In esecuz.e della sentenza proferita dal Trib.le di 1.a istanza della Provincia in data di quindici febb.o corrente anno, dalla [stessa] siamo rimasti autorizzati a nominare tre periti atteso l'impedimento di quelli scelti dal pred.o Trib.le di 1.a istanza domiciliati in Magliano per procedere alla misura, ed apprezzo de fondi eseguiti ai Sig. fratelli Amanzi proprietarj domiciliati in S. Anatolia, ad istanza del Sig. Giacomo Tomassi proprietario domiciliato in Fossa.

Essendo beninformati del zelo, onestà, ed abbilità de Pubblici Periti Sante de Sanctis domiciliati in Castel Menardo, Giuseppe Mazzarella domiciliato nelle Ville di Borgo Collefegato, e Francesco Santi domiciliato nella Civitella Villa di Peschio Rocchiano, annesso a q.o Circond.o. I med.mi restano da noi nominati periti al dissimpegno dell'operazione da farsi a norma della sentenza del prelodato Trib.le di 1.a ist.a della Provincia della data degl'11 gennaro scorso, e perciò sono incaricati di conferirsi alla nostra presenza in S. Anatoglia il giorno diciotto del cor.e mese di maggio ad ore dodici, dove colla nostra presenza, ed esistenza, e colle regole della [pag. 02] loro arte procederanno a quanto da noi gli sarà comunicato.

Il presente per mezzo del nostro usciere interino si facci ostensivo a d.e periti affinchè intervenghino nel giorno, ora, e luogo stabbilito di sopra.

Fatto in Peschio Rocchiano li sedici del mese di maggio 1811
Pasquale Ceci Giud. di Pace
Emidio Morelli Cancelliere

Registrato in Tagliacozzo li ventisette maggio 1800 undici
Folio 93 verso, Cartella 5.a, vol. 5°. Ricevuto pel dritto grani dieci, ed uno di decimo.
In assenza del Ricevitore G. Gattinara

Oggi li dieciotto maggio 1811 dico 18 mag.o

Certifica il più sottoscritto Usciere interino di P. Giustizia di Pace Vincenzo di Angelo di aver ammirati i predescritti periti eletti dal Sig.r Giudice, perchè si trovino nel giorno ed ora stabbilita di sopra in S. Anatoglia per dissimpegnarsi quanto dallo stesso Sig. Giud.e gli sarà communicato.

In fede Vincenzo di Angelo

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[pag. 03] Oggi li diciotto maggio anno mille ottocento e undici ad ore dodici della mattina; In esecuzione della Sentenza emanata dal Trib.le di P.a Istanza della Provincia della data degl'undici gennaro scorso, corrente anno proferita ad istanza del Sig. Giacomo Tomassi proprietario domiciliato in Fossa attore, e i Sig. Arcangelo, Gio: Candido, Francesco, Berardinangela Amanzi proprietari: domiciliati in S. Anatolia qui convenuti.

Noi Pasquale Ceci Giudice di Pace del Circond.o di Peschio Rocch.o, dove oggi è annesso il comune di S. Anatolia, in esecuzione dell'altra sentenza del prelodato Trib.le di 1.a Istanza della Provincia della data da quindici scorso mesi di febbraro cor.e anno, colla quale siamo autorizzati a nominare trè Periti in luogo di quelli già impediti espressi nella prima Sentenza, ci siamo portati nel territorio di S. Anatolia, assistito dal nostro Cancelliere, con i Periti da noi nominati Sante de Sanctis domiciliato in Castel Menardo, Giuseppe Mazzarella domiciliato nelle Ville di Borgo Collefegato, e Francesco Santi domiciliato in Civitella Villa di Peschio Rocchiano, per procedere colla nostra presenza ed assistenza all'apprezzo, e divisione de Beni eseguiti ai nominati fratelli Amanzj, ad istanza del sud.o Sig. Giacomo Tomassi, come dalle Carte a noi rimesse dal d.o Trib.le di 1.a Istanza della Provincia.

E dopo aver inteso il Sig. Paolo Vulpiani fidejussore, fatto prestare dai d.i tre periti Sante de Sanctis, Giuseppe Mazzarella, e Francesco Santi il giuramento prescritto della Legge, han dato principio all'operazione di d.a divisione ed apprezzo dei fondi, trovati nella maniera [pag. 04] istessa che si vedono designati nell'annessa pianta, ognuno de quali porta nel frontespizio di esso, la lettera alfabetica di A. B. C. D. E. F., ed han trovato ciò che siegue.

I°. Han misurato ed apprezzato il primo fondo pertanti la litt.a A. in una Chiusa, o sia Orto vicino la stalla di d.o Amanzi, confino il Rio, e Generoso Amanzi, vitato ed alberato con una sciamera in mezzo quale misuratosi alla nostra presenza si è ritrovato di coppe dodici, compresi i muri ed altri materiali, da quali viene recinta, quale l'hanno apprezzato, come l'apprezzano docati ventisette la coppa compresi i muri, e chiudimi sud. colla sciamera, altri ducati quindici i sciami, che in unum sono docati trecento trentanove.

Si è proceduto alla divisione in trè parti del d.o fondo nel modo istesso che si vede designato nella pred.a pianta con le lettere A. B. C., ed è caduta come siegue.

La prima parte portante la lettera A. è di coppe quattro, e comprende, incominciando dal portone vicino la fontana sino a tutta la sciamera: Dalla parte di sopra confina colla strada del Sagramento, da piedi Giacomo Scafati per un Casaleno, ed altri.

La seconda porzione portante la l. B. confina da piedi col rio, e Generoso Amanzj, indi colla Sciamera, Marco Fracassi, Vincenzo Lanciotti sino alla sommità che confina colla strada sino ai segni fatti con i sassi alla presenza del Con[segre]tario corrispond.i agl'altri segni simili posti da piedi, che confinante da Capo sino a piedi colla terza porzione, ed ancor questa è di Coppe quattro.

La terza porzione parimenti di Coppe quattro portante li confini da piedi con il rio, da Capo la strada, da un [pag. 05] lato con tt.a la seconda porzione per i segni, come si è detto, e dall'altro lato il fossato o sia strada.

Si avverte però che chiunque prende la prima porzione, deve lasciare a favore dell'altre due tutti gli Api della Sciameria alla raggione della metà per cadauno non essendosi potuto altrimenti combinare per la situaz.e locale.

Sono passati a misurare, e stimare il terreno seminatorio luogo detto trà le Vigne lit.a B., confino Nicola Falcione, ed il SS.mo Rosario quale si è trovato dopo la misura fatta nella maniera come sopra di coppe trenta, apprezzato da periti sud.i docati sei, e grana cinquanta la Coppa, che in unum fan la somma di docati cento novantacinque, e si è diviso nella prefizione detta di sopra, e nel seguente modo.

La prima porzione portante la l. A. di coppe dieci confina da piedi colla strada pubblica, da capo col SS.mo Rosario, e l'inculto, da un lato il Sig. Domenico Placidi, dall'altro lato la seconda porzione da piede sino a capo secondo i segni di pietra che ci sono stati posti.

La seconda porzione portante la l. B. anche di Coppe dieci confina da piedi la strada, da capo il SS.mo Rosario, e l'inculto, da un lato la prima porzione, e dall'altro la terza.

La terza porzione parimenti di Coppe dieci portante la l. C. confina da piedi la strada, da capo il SS.mo Rosario, e l'inculto, da un lato la seconda porzione, dall'altro il Canonicato.

B. Si sono portati colla stessa nostra assistenza a misurare ad [pag. 6] apprezzare la terra [..] detto Colle Rotondo designata colla lettera C. confino Pasquale Luce, ed altri, quale si è ritrovata di Coppe novanta, che si è apprezzata docati cinque la coppa, che in unum sono docati quattrocento cinquanta che si è divisa nel seguente modo.

La prima porzione è quella che porta la l. A. di coppe trenta che da piedi confina con Marco Scafati, e Maurizio Luce, seguitando un lato con Domenico Federici, il SS.mo Sagramento, sino a tt.o il Corpo di S. Sebastiano, e dall'altro lato Maurizio Luce.

La seconda porzione portante la l. B., confina da piedi Maurizio Luce, da capo il Demaniale, da un lato Generoso Amanzi, Basilio Luce, e Sebastiano Scafati, dall'altro lato la terza porzione secondo i segni di pietra posti nella metà ed ancor questa è di coppe trenta.

La terza porzione anche di trenta coppe portante la l. C. è quella che da piede confina con Maurizio Luce, da capo Generoso amanzi, da un lato una stradella, osia demaniale, e dall'altro lato la seconda porzione.

Essendo sopragiunta la sera alle ore ventidue, abbiamo sospeso il proseguimento dell'operazione per ridarvi principio nel giorno di domani li nove del cor.e mese di maggio ad ore dodici della mattina.

Io Giuseppe Mazzarella perito ho misurato, apprezzato e diviso come sopra
Io Sante de Sanctis perito ò misurato, apprezzato, e diviso come sopra
Io Francesco de santis perito, ò misurato, apprezzato, e diviso come sopra
Pasquale Ceci Giud. di Pace
Emilio Morelli Cancelliere

[pag. 07] Oggi li dicinove maggio anno mille ottocento e undici noi Pasquale Ceci Giudice di Pace del Circond.o di Peschio Rocchiano assistita dal nro Cancelliere, e dai periti Sante de Sanctis, Giuseppe Mazzarella, e Francesco Santi, ad ore dodici della mattina, abbiamo proseguita l'operazione tralasciata ieri per la notte avanzata sull'apprezzo, e stima de fondi sequestrati ai fratelli Amanzi di S. Anatolia, ed abbiamo principiato dal terreno seminatorio designato nell'annessa pianta colla lettera D. confino il Convento di S. Agostino di Turano ed altri quale si è ritrovata previa misura colla nostra assistenza fatta di coppe quaranta delle quali dai sud.e periti si è apprezzata coppe ventiquattro alla raggione di docati tredici la coppa, e le restanti coppe sedici si sono apprezzate docati sette la coppa per essersi trovate d'inferiore qualità che in unum l'apprezzo di d.o fondo è ammontato a docati quattrocento ventiquattro, dopo del quale apprezzo nella maniera pratticata di sopra si è proceduto alla divisione nella seguente maniera:

La prima parte è quella portante la l. A. che confina alla punta di d.a terra con una stradella da piedi colla seconda porzione, conforme si trovano posti i segni di pietra, di coppe otto da un lato l'inculto, e dall'altro una maceria a pietre secche. A queste coppe otto vengono anche unite coppe cinque, e canne trentatre ed un terzo da piede dove parim. è impressa la l. A. confino Maurizio Luce, e l'inculto, che in [pag. 08] tutto sono coppe tredici, canne trentatre, ed un terzo e che formano la prima porzione.

La seconda porzione è quella portante la l. B. nella matà della Valle di coppe otto, che confina da capo colla prima porzione secondo i segni alfabetici in essa descritti da piedi colla treza porzione a norma de segni posti di pietre, da un lato l'inculto, e dall'altro Vincenzo Lanciotti: a queste coppe otto si uniscono altre coppe cinque dove è impressa la stessa l. B. e canne trentatre ed un terzo che confinano da piedi col Canonicato, da capo l'inculto, e S. Agostino, da un lato la prima porzione, e dall'altro la terza porzione secondo i segni.

La terza porzione è quella designata colla l. C. che resta da piedi la valle che è di coppe tredici canne trentatre ed un terzo, confino da capo colla seconda porzione dalla valle, da piedi il Sig. Domenico Placidi, da un lato l'inculto, dall'altro lato S. Agostino, e le coppe cinque, e canne trentatre ed un terzo della seconda porzione.

Si è in seguito passato a misurare, ed apprezzare la terra seminatoria designata con la lettera E. loco detto alli Sodi confino il Convento di S. Agostino che dopo misurata come sopra si è ritrovata di coppe trenta la quale essendo di migliore, ed inferiore qualità, si è apprezzata nella maniera che di troverà descritta nelle seguenti porzioni.

La prima porzione portante la l. A. è composta di coppe [pag. 09] quattordici confino da capo con un limite, da piedi colla seconda porzione, che viene divisa da una parte da un piccolo piedi di noce, e dall'altra da un cespuglio di rovi alla dirittura di un piccolo limite, e dall'altro l'inculto, quali coppe quattordici sono state apprezzate docati quarantacinque.

La seconda porzione descritta colla l. B. è quella che confina da capo con la prima porzione secondo i segni espressi dell'alberetto di noce, e del cespuglio, da piedi la Cappella de Sig. Coccetti di Magliano, e colla terza porzione secondo l'angolo che forma detta Cappella, da un lato l'inculto, e dall'altro la nomata Cappella, che è composta di coppe sette, e canne trenta con alcuni piedi di noce, apprezzata nella maniera come sopra docati quarantacinque.

La terza porzione portante la l. C. è di coppe otto, e canne settanta con alcuni alberi di noce apprezzata dai d.i periti docati quarantacinque, ed è quella che da piedi confina coi stessi F.lli Amanzi, da capo colla seconda porzione, da un lato colla Cappella di Coccetti, e dall'altro l'inculto.

Si è quindi proceduto alla misura, ed apprezzo alla Vigna della le Vigne di sotto designata colla lettera F. quale si è ritrovata di coppe undici che si è stimata come si troverà espresso nelle porzioni fatte, poichè vi sono de siti inferiori, e migliori come siegue.

La prima porzione portante la lettera A. vien composta di coppe quattro le gli confino da piedi Maurizio Luce, da capo la strada, da un lato Gio. Pietro Spera, [pagina 10] e dall'altro con la seconda porzione secondo i segni di pali in essa apposti, quale porzione si è apprezzata docati cinquantasette.

La seconda porzione portante la l. B. composta di coppe tre e mezza, e apprezzata parimenti docati cinquantasette, è quella che resta nella metà di d.a Vigna, confino da piedi Maurizio Luce, da capo la strada, da un lato la prima porzione, e dall'altro la terza.

La terza porzione ove è impressa la l. C. è di coppe tre e mezza apprezzata come sopra anche docati cinquantasette: La med.ma da piedi confina con Maurizio Luce, da capo la strada, da un lato colla seconda porzione, e dall'altro lato la strada.

Terminata la misura, ed apprezzo de fondi nella maniera che sopra si è descritto, si è proceduto dagl'istessi periti, e coll'istessa nostra assistenza e presenza all'apprezzo di un paro di Bovi esibitici dallo stesso Con[se]gretario, quali ben visti ed osservati, si sono apprezzati docati settantacinque, che divisi in tre vate uguali sono docati venticinque l'una.

Così terminando la nostra operazione dalla quale siamo stati occupati sino alle ore ventitrè di d.o giorno per la distanza dei fondi, abbiamo chiuso il presente processo verbale firmato da Noi, e dai Periti.

Io Paolo Vulpiani ho assistito a quanto sopra
Io Giuseppe Mazzarella Perito ho misurato diviso e stimato come sopra
Io Sante de Sanctis Perito ho misurato, diviso e stimato come sopra
Io Francesco de Santis Perito ho stimato, diviso e stimato come sopra
Pasquale Ceci Giud. di Pace
Emidio Morelli Cancelliere

Registrato in Tagliacozzo li ventisette maggio 1800 undici
A folio 94 verso, casella L.oo vol: 5°. Ricevuto per dritto
grani dieci, ed uno di decimo
In assenza del ricevitore G.o Gattinara

[pagina 11] La controscritta Perizia reg.a in Tagliacozzo li ventisette maggio 1811 fol. 94 verso cas: L. vol: 5°. è stata intimata da me Lorenza Giaquinto Usciere presso il Tr.ble C.le di Aq.la, come da matricola n.9°. al fol: 9. pag. 2., vol: 6°., e non ancora patentato pel l'anno corrente al Sig. Gio: Caterino Gentile Patroc.e avendone lasciato copia ad esso personalmente. Oggi li 14 marzo 1812. L'importo del p.nte atto è di g.na 46 osiano lire due, e due centesimi, oltre la carta, e la copia fatta dal Patrocinatore

Lorenzo Giaquinto

Reg.to in Aquila li sedici marzo 1812 fol.° 28 Att° 4a V. 20. N.° 4° ricevuto pel dritto lira una, Xme cinque - 1=10
Rilasciata la spediz.ne della p.nte perizia il giorno 28 gen.o 1813

Nelle sopradescritte piante la lettera alfabeta si è posta nello frontespizio di esso, come pure nella divisione di esse fatta in tre porzioni come si ravisa nel processo verbale sono divise ogniuna come si trova pundatu ad ogni parte come si trovano poste le lettere alfabete onde dippiù si avverte che la misura di S. Anatolia in ogni Coppa è composta di Canne Cento, ed ogni Canna è composta di palmi dieci. In fede

Io Giuseppe Mazzarella Perito ho diviso e stimato come sopra
Io Sante de Sanctis Perito ho diviso, e stimato come sopra
Io Francesco de Santis Perito ho deviso stimato come sopra
Pasquale Ceci Giud.e di Pace
Emidio Morelli Cancelliere

Reg. in aquila li sedici marzo 1813 fol 90 al 1a pal seu.14 n. 2°. ricevuto per dritto lira una, e c.mi dieci per Xmo 1:10
Giustiniano


[FINE TRASCRIZIONE]