1570 - Visita di monsignor Marcantonio Amulio

Anno 1570 - Visita pastorale del vicario del vescovo di Rieti Marcantonio Amulio (1506-1572) - Manoscritto in lingua latina tranne alcune piccole parti virgolettate - Segue nell'ultimo paragrafo un documento del 1565 del periodo del vescovo Amulio riguardante S.Anatolia - Tratto da: Archivio della diocesi di Rieti, visite pastorali, cartella n. 3 e 15 - Trascrizione e traduzione di massima (molte parti sono di difficile lettura) di Roberto Tupone - 14 maggio 2015

Marco Antonio Da Mula, detto Amulio
Nato a Venezia il 12 febbraio 1506 – Morto a Roma il 17 marzo 1572
Vescovo di Rieti dal 23/11/1562 al 17/03/1572

WIKIPEDIA

TRADUZIONE

[Nel 1570 il vescovo di Rieti monsignor Marcantonio Amulio, incaricò il suo vicario don Robertus Manardus, insieme al notaio don Flaminio Jotio Aemilio e ad un "servo et milite", di effettuare la visita pastorale dei castelli della valle del Turano e nel Cicolano. La visità ebbe inizio il 17 agosto (pag.145). Il 26 agosto 1570 il vicario, lasciato il castello di Latuschio, si diresse verso Sant'Anatolia...]

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Chiesa di Santa Maria del Colle

Santa Maria del Colle unita al Santo Seminario

Il giorno stesso il Reverendo Signor Vicario associato, di cui sopra, ha proseguito la visita. In itinere ha visitato la chiesa rurale di Santa Maria del Colle che è unita al Santo Seminario reatino e che nè riceve parte dei frutti, come annotato nel mio registro "bastardello", dove è chiamata Cappella di San Martino. E' mal custodita e gli altari hanno bisogno dei paramenti. C'è una grande devozione. I presbiteri di Turano spesso vanno insieme in processione e similmente fanno i presbiteri di Santa Natolia e celebrano insieme nel giorno della festività della gloriosissima Vergine e nei singoli giorni della domenica di Quaresima e della domenica della Pasqua di Resurrezione. E' ben tenuta nel tetto, pavimenti e porta, ma viene lasciata aperta. Il signore ordinò di rimuovere il Crocifisso pendente dal tetto di legno. Designò i Santesi con l'assegnazione dei frutti di detta chiesa per la celebrazione delle messe del giorno di domenica per tutto l'anno, e per ornare l'altare e celebrare e tenerla chiusa fuori dal tempo delle celebrazioni, soprattutto perchè è campestre.

Poi costituì quali "santesi" i signori Cesare Catini di Torano e Battista Pietro di Sant'Anatolia con facoltà e potestà di ricevere e recuperare i frutti di detta chiesa e, oltre quelli, tutto quanto possa essere utile per sistemare detta chiesa nel migliore dei modi.

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Chiesa di Sant'Anatolia

Nello stesso giorno raggiunse la chiesa di Santa Natolia, che è fuori dal castello di Santa Anatolia. Viene chiamata Abbazia, c'è un abate con tre canonici. E' la chiesa parrocchiale e in essa si seppelliscono i corpi dei defunti. E' abbate don Vincenzo Innocenzi e sono canonici don Berardino Ciatto, don Novello Domenico e don Giovanni Berardino "magistri" Mario. Il vicario comandò loro, sotto pena di scomunica e privazione dei benefici, di esibire tutti i titoli riguardanti i benefici e le testimonianze della loro ordinazione e, similmente, l'inventario dei beni mobili e stabili. 

Il Signore li interrogò se avessero alcuna costituzione o modo di servire il signore, risposero: "non havemo costituzioni, ma servemo una Edogmada [settimana] per uno, e ciascuno dice la sua messa, ogni dì de la sua Edogmada, et li giorni di Domenica e di altre feste sollenne, convenimo tutti insieme a la messa cantata. E rare volte, è che non dichiamo tutti la messa, e solemo ancora i giorni sollenni cantar il vespro, e gli altri giorni di festa, leger il vespro e la compieta". Interrogati sull'amministrazione e la cura delle anime, risposero: "la facemo tutti insieme secondo che siamo chiamati". Interrogati sul modo in cui vengono distribuiti i frutti di dette chiese e quali sono le condizioni, risposero: "ognuno ha la sua prebenda destinta, de le possessioni, et de le decime e de alcune altre elemosine ne facemo cinque parti, due per l'abate, et una per uno per li canonici". Interrogati circa il valore, risposero: "son tanto poche ch'è una vergogna a dirlo, et apena arriva ad 01 some per uno l'anno per canonico".

In essa chiesa non si conserva il Santissimo Sacramento, che si conserva nella chiesa di San Nicola, dentro castello, e che è unita ad essa abbadia.
L'altare Maggiore è consacrato, vi è una immagine della gloriosissima Vergine in una eminente scultura e sopra un piccolo crocifisso. Sopra di esso si conservano tre tovaglie di stoffa e un pallio dorato con l'immagine di San Sebastiano. Il vicario ordinò di tenere pulite le tovaglie. Sull'altare ci sono due candelabri di legno.

Poi vide l'altare di San Sebastiano che si trova nella cappella alla mano sinistra dell'altare maggiore che è chiusa con un cancello di legno. Sopra l'altare c'è la statua di San Sebastiano ed è ornata con varie pitture. In essa vi è, la confraternita del predetto San Sebastiano, la quale con le elemosine soddisfa la celebrazione delle messe. E' stato interrogato don Novello, che è il rettore della cappella, su quanti frutti e in quale modo venivano distribuiti e se ci sono i paramenti necessari per celebrare.

Poi vide l'altare al lato destro, sotto l'invocazione di San Salvatore, della consacrazione della chiesa e di Santa Maria. Venne trasferito al centro della Cappella di San Sebastiano [?]. Il rettore è don Berardino Ciattus. Il vicario comandò di esigere il titolo di cui sopra.

Poi visitò l'altare sotto l'invocazione di Santa Maria Vergine, al lato sinistro dell'altare maggiore, il rettore è don Novello Domenico.

Poi vide la Cappella di Santa Anatolia, che è un saccello recintato da una cancellata di legno, è unita all'Abbadia.

Poi c'è l'altare di Santa Lucia trasferito nell'altare di Santa Maria di Loreto, è rettore l'abbate Vincenzo.

Poi c'è l'altare di Sant'Andrea, trasferito nell'altare maggiore, è rettore don Berardino magistri Marij. Ha alcune proprietà e beni.

Vide che il muro e il tetto erano stati riparati.

Il campanile ha due campane e all'interno ce n'è uno piccolo.

Il corpo della chiesa è abbastanza grande e di forma decorosa. Il pavimento dovrebbe essere livellato. Ci sono delle sepolture addossate alle pareti delle due navate. La porta è ben chiusa. Il mobilio non aveva nulla di sospetto.

Il Vicario usci dalla chiesa alle ore 24:00

Da inserire in segno # il resoconto della Chiesa di San Lorenzo in Cartore.

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Chiesa di San Nicola

Giorno 27 agosto - San Nicola

Visitò la chiesa di San Nicola nel castello. Vide il Santissimo Sacramento che è conservato nell'altare maggiore in un tabernacolo dorato e, in una custodia argentea lucente, il corporale e, ai lati, ci sono due Angeli di legno dorato con dei candelabri. Il Signore lodò.

Dopo visitò l'olio santo che è conservato in una fenestella sotto chiave presso il detto altare. Il Signore lodò.

Poi visitò il fonte battesimale che si trova nella Cappella di San Giovanni. Il Signore lodò ma ordinò di coprile il sacro luogo.

Vide se erano state soddisfatte le richieste dei precedenti visitatori. Trovò che due calici non erano stati riparati, e un calice era rotto in pezzi. Non era stato provvisto della croce feriale per i morti. Poi non erano state comprati le sei tovaglie.

Nel battistero trovò la coppa di terracotta, non era stato provvisto dell'ampolla di vetro.

E vide che la richiesta riguardante la reliquia era stata adempiuta.

Il Signore ringraziò Dio e , in una più mite punizione, prorogò i termini di un mese, sotto pena di 25 scudi o di scomunica.

Interrogati sui fuochi risposero: "sonno fochi 115 anime 600". Su quanti tra loro si erano confessati e comunicati risposero: "si".

Il Signore ha ringraziato Dio e ha ordinato di scrivere tutti coloro che accedono al Santo Sanctamento della Comunione .

Comandò che le confessioni avvengano seguendo il rituale romano e ordinò un messale nuovo, altri due per la chiesa di Santa Anatolia e un altro per la chiesa di San Nicola.

Nota: per questo è stato ordinato a don Berardino magistri Marij di Santa Anatolia di informarsi per il servizio. Il Signore secolare secondo le sacre costituzioni ha molti benefici, e si dice che possiegga senza titolo il beneficio di San Paolo di Spedino.

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Chiesa di San Paolo di Spedino

Spedino, San Paolo di Spedino, unita al Santo Seminario reatino.

[Tralasciate Pag. 210b, 211: Visita delle chiese di Spedino: S. Paolo, Sant'Andrea.]

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Chiesa di Santa Maria di Breccia Secca

Santa Maria di Breccia Secca, vacante.

Il Giorno 28 agosto 1570. Il Signore discese dal castello di Spedino e nel tragitto visitò la Chiesa di Santa Maria di Breccia Secca che è rurale senza cura, sita in luogo campestre, che al presente è vacante per privazione dal Reverendio Signor Stefano Castellano. Il beneficio è stato concesso, con Bolla, al signor Simeone Costanzo del castello di Corvaro il quale ne ignora i frutti. Venne precettato il signore Giovanni Catini di Colle Fegato affinchè, in qualità di vicario, sequestri i frutti dai coloni secondo i registri. I frutti in questione sono di circa una salma di grano per ogni anno.La chiesa è stata trovata aperta e di facile accesso alle bestie. Mancano le ostie. molte parti hanno bisogno di restauro. Il Signore ordinò di rifare la porta e di tenerla sempre chiusa quando non si celebra. Poi di provvedere a quanto necessario per celebrare la festa della Diva Maria e altro. Il Reverendo Don Francesco Antonio Marucci, qui presente, darà esecuzione alla raccolta dei frutti e ai sequestri di cui sopra.

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Chiesa di Sant'Atanasio

Sant'Atanasio.

Poi, nello stesso momento, visitò la chiesa di Sant'Atanasio, anche detta di San Liberatore, sita al cospetto della predetta chiesa di Santa Maria e che esiste per devozione del popolo del castello di Spedino. Essa non possiede nessun bene. La porta era aperta. Il Signore ordinò di incaricare il suddetto Reverendo Don Francesco Antonio di aggiustare la porta, da tenere sempre chiusa a chiave quando non si celebra, per evitare che diventi dimora per le bestie.

Mettere quello che segue dove si trova questo segno #

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Chiesa di San Lorenzo in Cartore

[nota di difficile lettura]

Giorno 27 agosto 1570.

Il sommo Signore discese dal castello di Santa Natolia, insieme al Reverendo Don Francesco Antonio Marocco, Vicario Foraneo, e pervenne alla chiesa di San Lorenzo di Cartore, che non è stata mai vista dal visitatore, massimamente per l'asperità del luogo, e della quale è rettore e abbate don Novello di Santa Anatoglia, e ci sono due canonici cioè l'abbate Vincenzo di Santa Natoglia e l'abbate Bernardino Cole Ciatti. Ascoltò la messa, recitata dal predetto abbate Don Novello, fino al completamento del sermone rivolto al Signor Vicario e al popolo.

Visitò l'altare maggiore sotto invocazione di San Lorenzo che non è consacrato ma ha un altare portatile.

Poi vide tre tovaglie, e una camicia, e un anitto sporco, e delle tovaglie logorate e sporche, non aveva pallio nè sgabelli, nè ampolla, il luogo era posto sulla terra.

Il curato predetto non ha mai risieduto nella detta chiesa, che si trova ad un'ora di distanza dal detto castello, e per questo venne lamentata l'amministrazione della cura, in quanto ci furono morti senza battesimo e altri sacramenti, perchè in caso di necessità, gli abitanti non possono andare al castello di Santa Anatolia a causa della distanza di due miglia e della via aspra e difficilissima.

Vide una "pianeta" di sera di color "lionato". Poi vide un calice con la "patena". Un calice ha la coppa argentea e al centro è fratturato in entrambi i lati. Il Signore, particolarmente dispiaciuto, disse che da ora in poi vengano rispettati i sacramenti e non ci siano più alibi per il predetto Don Novello.

Il signore ordinò di riparare il detto calice. Poi di provvedere di almeno sei tovaglie per detto altare. Poi di fare uno sgabello di legno. Poi di mettere almeno una tavolata nel posto indicato dal vicario.Poi di provvedere di un tabernacolo dorato e di una custodia argentea per conservare il Santissimo Sacramento, e davanti ci sia in perpetuo una lampada accesa. Poi di provvedere di un Corporale e di decenti "Purificatori" e anche di almeno quattro ampolle di vetro. Poi di due decenti candelabri. Poi un baldacchino e di una lanterna per servire il Santissimo Sacramento agli infermi e di un campanello. Poi un'altra planeta per i giorni feriali.

I parrocchiani sono di quindici fuochi, circa cento anime in tutto. La rendita è di circa quattro salme di grano per ogni anno.

Poi, come già detto per il fonte battisimale che si trova nella chiesa di San Nicola nel Castello di Sant'Anatolia, si provveda di tre contenitori stanei di cui il terzo separato, per l'olio santo, da conservare sotto chiave e poi una caldarella per l'acqua santa.

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Chiesa di San Nicola in Cartore

Dopo ha visitato la chiesa di San Nicola, poco distante dalla sopraddetta chiesa di San Lorenzo, que similmente è parrocchiale, e che ha cinque fuochi dei detti quindici, ed è costruita nel territorio della Chiesa di San Leonardo, che si trova sotto una grotta posta in un aspro monte, dove non è facile celebrare, e quindi si tiene a valle la cura delle anime. Fu trovata aperta e senza porta e con l'altare spoglio. Essa chiesa è stata dotata di molti beni, è ben coperta e di essa è rettore l'Abbate Berardino Cola Ciatti di Santa Natolia che non vi accede quasi ma.

Il Signore ordinò di provvederla di un calice e di ogni cosa necessaria come per la sopraddetta chiesa di San Lorenzo, tabernacolo, baldacchino, lanterna, eccetera. Tenne conto del comportamento del sopraccitato rettore Don Novello e di Don Berbardino Mario, ambedue assenti e non residenti, la mala amministrazione delle anime, il calice rotto, i paramenti sporchi.

Il Signore ordinò ad essi, ad ognuno di essi citati, di spiegare il motivo per cui non dovrebbero essere privati dei loro benefici. C'è un solo modo idoneo, nominare abbati, delle predette chiese, che abbiano l'onere di avere la residenza perpetua e provvederle di tutto quanto stabilito. Per quanto riguarda i canonici predetti, almeno qualcuno di loro acceda alle dette chiese per celebrare un singolo giorno al mese e, in una delle dette chiese, esempio San Lorenzo venga conservato il Santissimo Sacramento e gli altri Sacramenti, e nella chiesa di San Nicola, dove ci sono le sepolture, si celebri il secondo e terzo giorno feriale tutti gli anni per i defunti e per i benefattori.

[nota a sinistra del testo:] Poi di almeno sei tovaglie. Poi del pallio. Poi dello Sgabello. Poi di una coperchio da metterci sopra. Poi di celebrare in detta chuiesa almeno una volta al mese. Nel giorno di lunedì e nel giorno di venerdì per le anime dei defunti e dei benefattori e di tenere sempre chiusa detta chiesa nei giorni in cui non si celebra. Il tutto entro sei mesi, sotto pena di scudi 25.

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Chiesa di San Costanzo

Nello stesso territorio, similmente di montagna, ed in luogo campestre, c'è la chiesa di San Costanzo, rurale e senza cura, della quale è rettore don Berardino magistri Mario del castello di Sant'Anatolia, nella quale si dice messa solo alla festa di San Costanzo. E' ben coperta e adatta alla celebrazione. Il Signore ordinò ai sottoscritti santesi che la suddetta chiesa venga tenuta sempre chiusa con chiave e  non sia usata come stalla per il bestiame.

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Santesi

Dopo queste osservazioni del Signore, sono stati instituiti e nominati i santesi delle predette chiese di San Lorenzo, San Nicola, San Leonardo e San Costanzo nelle persone di Domenico alias Ciotto e Giovanni Cioccioni di detto castello nella facoltà e con l'autorità di recuperare e ricevere tutti i frutti del presente anno delle dette chiese, anche in futurio e fino a nuove previsioni. E con i frutti dare assistenza alla popolazione. A completamento ed esecuzione di quanto detto sopra, essi presenti hanno promesso, per mezzo di giuramento, alla presenza e nelle mani del predetto Reverendo Vicario e alla presenza di Bartolomeo Riccio di Rieti e del soprascrtitto Francesco Antonio Marocco Vicario foraneo testimone.

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Chiesa di Santa Maria di Corvaro

Corvaro, chiesa di Santa Maria

[Testo tralasciato]

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Disputa tra il Seminario Reatino e il barone di S. Anatolia Giovanni Vincenzo Valignano

Documento del 1565 - Visite varie - Pag. 1

Il giorno 24 novembre 1565

Il Reverendo don Ottavio De Amicis, vicario foraneo di Corvaro, per informazione alla curia esaminatrice, su indicazione di alcuni testimoni, rilascia la seguente dichiarazione: "il Seminario di Rieti ha un beneficio semplice sotto il titolo di S. Maria del Colle in territorio di S. Natoglia [esser], de Turano, diocesi di Rieti, et questo beneficio ha pares vinti pezzi de terra laborativa posti in detti territorij li qual terreni io so che non son stati lavorati da quattro o cinque anni in circa, ne meno il seminario ne ha presi frutti, e, traviso che quest'anno son parte di essi seminati, et io come Vicario andavo à S. Natolia per affittar detti terreni, in nome del seminario nessuno ha voluto pigliarli in affitto ne lavorarli et dicevano che non li possevano lavorare per non venire in disgratia del signor Giovanni Vincenzo Valignano quale è padrone de S. Natolia, et dicevano chel signore predetto non voleva che li lavorassero, ma non dicevano per che causa il signore non volesse, et quelli che si sono seminati parte di essi, io ho parlato con quelli che l'hanno seminato, et me l'anno detto chel signore Giovanni Vincenzo l'ha concesso che li seminassero et che dal frutto di essi terreni se ne riparasse la chiesia, ma il seminario per quest'anni passati che non se sono lavorati ne ha patito assai, et come ho detto non ne ha tirato frutto nessuno, et mi dicono quelli di S. Natolia che queste terre ogn'anno fruttavano da diece à dodici some di grano, che per quattro anni che non si sono lavorati et forse più il seminario ne havirria cavati da cinquanta some de grano."

Ad ulteriore testimonianza disse: "Vaca anchora il beneficio de San Lorenzo di Cartore per morte de don Novello quali similmente ha li suoi terreni et benj che non sono stati lavorati dalla morte di don Novello in qua che possono essere tre o quattro anni in circa et non sono stati lavorati per la causa seguente, cioè chel Signor Giovanni Vincenzo Valignanj [...] non ha voluto."

[...]


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