1574 - Visita di monsignor Pietro Camaiani

Anno 1574 - Visita pastorale del vescovo di Ascoli Piceno Pietro Camaiani (1519-1579) - Manoscritto in lingua latina - Tratto da: Archivio della diocesi di Rieti, visite pastorali, cartella n. 4 - Trascrizione e traduzione di massima (molte parti sono di difficile lettura) di Roberto Tupone - 28 maggio 2015

Pietro Camaiani - Nunzio apostolico
Nato ad Arezzo il 1 giugno 1519 - Morto ad Ascoli il 27 luglio 1579
Vescovo di Fiesole (1552-1566) e di Ascoli Piceno (1566-1579)

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TRADUZIONE DOCUMENTO

Chiesa di San Nicola in Cartore

Lo stesso giorno, l'11 marzo 1574 fu visitata la chiesa parrocchiale di Sacti Nicolai de Villa Cartorij, del contado di Santa Anatolia, sotto il dominio dell'Illustrissimo Signor Joannij Vincentij Valignani, la quale è di semplice fattura ed inornata. Pertanto venga il tetto consolidato da tavole che lo rendano sicuro dalla pioggia.

Vengano intonacate le pareti con calce bianca. Il Pavimento deve essere ricoperto di laterizi. La porta al lato del tempio sia ostruita e d'ora in avanti le impannate siano costantemente tenute chiuse a chiave. L'altare sia ingrandito e provvisto di tutto il necessario e nel suo fronte sia dipinta l'immagine del Crocifisso Signore Nostro, della Gloriosa Vergine e di San Nicola. Sul Sacramento nulla da osservare. Nei paramenti mancano gli utensili. Pertanto è stato ordinato di realizzare una casula bianca con stola e manipoli che se non sono di seta, almeno siano di flandrico dobletto oppure saia di lilla per tutte le messe del prossimo futuro sotto pena dell'applicazione di dieci scudi. Rettore per il Seminario Reatinio è don Bernardino Cola di Sant'Anatolia, che non fu trovato risiedere nella propria parrocchia, e di questo si sono lamentati amaramente i suoi parrocchiani. Pertanto sarà costretto a restituire al fondo quanto indebitamente percepito in esecuzione di quanto previsto nelle disposizioni della predetta chiesa all'ordine del giorno del 5 agosto dell'anno 1561. Percepisce da sette famiglie scudi otto all'anno (?).

Monastero di San Leonardo in Cartore

Questa parrocchia possiede una cappella, situata in cima alla montagna, sotto l'invocazione di San Leonardo, sita in una grotta che non si potè visitare per l'asperità del luogo suddetto. Dalla relazione dei parrocchiani, risulta inadatta alla celebrazione. Pertanto sarà eretta e trasferita nella chiesa di Santi Leopardi con l'erezione di un altare sotto la sua invocazione, con l'onere di una singola messa l'anno.

Chiesa di San Lorenzo in Cartore

Lo stesso giorno, il 6 marzo 1574, fu visitata la chiesa parrocchiale di Santi Laurenti della stessa villa di Cartore, nel contado di Sant'Anatolia, la cui fabbrica è di semplice fattura ed inornata. Pertanto il tetto sia consolidato nelle travi, nelle pianelle, e nelle tavole. Vengano intonacate le pareti con calce bianca. Il Pavimento deve essere ricoperto di laterizi e devono essere costruite almeno due tombe per seppellire i cadaveri dei defunti, per tutte le messe del prossimo futuro sotto pena dell'interdizione dell'ingresso alla chiesa sia ai viventi che alla sepoltura nella chiesa dei morti.

Il Campanile sia pulito dai sassi e altre immondizie e dalle ossa dei fedeli defunti trovate per terra, vengano dedicate la energie al tetto, campana e porta. Sul Sacramento nulla venne trovato da eccepire. L'altare della Pietà sia illustrato con immagini da un pittore, e lo stesso altare venga ingrandito e fornito di tutto il necessario. Nei paramenti mancano gli utensili e gli ornamenti sacri e non venne trovata una casula di seta di color viola, degna del sacrificio della messa.

Pertanto, ordinò che venga provvista di una "casula" con "stola" e "manipoli" se non di seta, almeno di dobletto Flandrico o di Saia di Lilla, di colore bianco, e dell'"Alba" comunemente detta il "Camice", con l'"amitto" e il "cingolo", di un "messale" nuovo, di un panno per il "pallio" in pelle dorata, di tre "corporali" e sei "purificatori". Il sacro "calice" nella sua "patena" sia indorato.

La predetta parrocchia fu trovata vacante da circa due anni a causa del differente punto di vista tra il Reverendissimo Signor Vescovo del luogo e il Signor Giovanni Vincenzo Valignano che pretende di avere lo jus patronato della chiesa. Pertanto non sono coltivati ne seminati i suoi possedimenti causa la proibizione fatta agli uomini della predetta villa dal detto Signor Giovanni Vincenzo. Infatti per alcuni degli uomini della detta villa ordinò il carcere e furono condannati ad una sanzione pecuniaria. Questo fu ed è un grave danno e pregiudizio per la detta chiesa, e andava consultato il Reverendissimo Signor Visitatore. La detta chiesa ha anche tre cappellanie ma due attualmenta sono vacanti e i loro frutti sono in mano del Signor Santo Fabiani del dello luogo. La terza cappella la tiene don Vincenzo Innocenzi di Santa Natolia, e per ciascuno di essi è tenuto a celebrare da sette settimane una messa la settimana (?). Ognuna di loro percepisce un reddito di mezza salma di frumento i quali frutti furono sequestrati dalle mani del predetto Signor Santo in presenza di Dionitio Angeli et Horacio Bernardini testimoni.

Il Reverendissimo Signore Visitatore Apostolico ha deciso andare in giudizio contro di questi e di imporre l'autorità della Visita Apostolica che prevede la censura ecclesiastica da parte del Reverendissimo Signor Ordinario, in forma di conciliazione. Per i terreni coltivati, nonchè per il sequestratario, che per il comportamento del sacerdote che viene ostacolato nella cura delle anime della predetta Parrochia, verranno consultati gli Illustrissimi Signori Cardinali deputati.

 Chiesa di San Costanzo e oratorio del Santo Sepolcro in Cartore

Lo stesso giorno 11 marzo 1574

Beneficio semplice di San Costanzo nel territorio di Santa Natolia, che è sotto il dominio dello stesso Illustrissimo Signore Giovanni Vincenzo Valignani, la cui struttura è di semplice fattura ed inornata. Pertanto il tetto sia consolidato nelle pianelle, e nelle tavole. Vengano intonacate le pareti con calce e imbiancate. Il Pavimento deve essere ricoperto di laterizi. Il portone e le porte esterne siano tenute chiuse chiave in futuro. L'altare sia ingrandito e provvisto di tutti i requisiti necessari per svolgere il sacrificio della messa, inoltre si trovano annesse due messe ogni mese.

Rettore è Don Bernardino Mario di Santa Natolia, provvisto di autorità ordinaria il giorno 28 novembre 1545, percepisce annualmente salme quattro di frumento. Ad esso rettore è stato ordinato l'affidamento dell'esecuzione della "cura" di cui sopra entro il mese di ottobre sotto pena di 10 scudi da applicarsi dal Seminario Reatino.

Presso la detta chiesa c'è il semplice oratorio del Santo Sepolcro, posto in una grotta, del tutto indegno per celebrare le messe. Pertanto sarà eretta una lapide.

Chiesa di Sant'Anatolia

Santa Natolia

Fu visitata la Chiesa Parrocchiale di Santa Natolia sotto il titolo di Abbazia, fuori dall'omonimo castro, che è sotto il dominio del predetto Illustrissimo Don Giovanni Vincenzo Valignani e nella quale risiede un Abbate con tre Canonici, la cui struttura non viene approvata se il tetto non viene consolidato nelle pianelle e nelle tavole, le pareti intonacate con calce e imbiancate, il pavimento ricoperto di laterizi e in esso completate le tombe per seppellire i cadaveri dei defunti, il tutto entro il mese prossimo futuro, e senza far passare ulteriore lasso di tempo, sotto pena di scomunica. La finestra presso il muro della Cappella di San Sebastiano deve essere sistemata. Entrambe le porte e i cancelli vanno rinforzati. I Sacramenti non sono conservati nella chiesa in quanto è rimasto comodo conservarli nella chiesa di San nicola nella terra di Santa Natolia.

L'Altare Maggiore deve essere incrementato e fornito di tutto il necessario, lo stesso bisogna fare negli altri altari ivi esistenti che sono stati trovati dotati. L'altare di Sant'Andrea, Santa Lucia e Santa Natolia, che asseriscono a questa predetta Abbazia, e l'altro Altare di Santa Lucia sono in possesso di Don Giovanni Vincenzo Abbate, il quale venne fornito dal detto Vescovo locale il dieci dicembre del 1541, e percepisce 3 scudi annui con l'obbligo di celebrare due messe al mese. L'altro altare di Santa Maria è vacante, la sua terra non viene coltivata.

Elenco del clero

L'Abbate è Don Giovanni Vincenzo Innocenzi del detto luogo, fornito di Bolla dall'Ordinario il giorno 19 settembre 1559. Percepisce annualmente sette salme di frumento. Ha in cura cento famiglie. Vengono elencati i canonici:

  • Don Bernardino Mario, Canonico, fornito di Bolla dall'Illustrissimo Signore benemerito Cardinale Amulio il 29 settembre 1564.
  • Don bernardino Cola, Canonico.
  • Don Nefendo Battista, Canonico, ha compiuto 19 anni, e non è fornito della bolla.

Chiesa di San Nicola

Lo stesso giorno 11 marzo 1574

Fu visitata la chiesa di San Nicola nella predetta terra di Santa Natolia, nella quale si conserva il Sacramento di cui si è fatta mensione nella visita della chiesa di Santa Natolia, la cui struttura non viene approvata se il tetto non viene consolidato nelle pianelle e nelle tavole, le pareti intonacate con calce e imbiancate, il pavimento ricoperto di laterizi e sistemata la porta di accesso [...], e fermata la finestra presso il muro dell'altare maggiore e infine siano sistemati i vetri delle cosiddette impannate. Il Venerabile sacramento, conservato in un discreto tabernacolo, deve avere all'interno una stoffa di seta rossa. L'ampolla contenente l'olio degli infermi deve essere separata da quella dei battesimi e collocate insieme dentro la fenestella. L'Acqua santa del battesimo viene conservata in un recipiente [...], e custodita in un vaso di pietra il cui cono sarà dipinto e ornato. I paramenti sono in ordine, fatta eccezione la necessità di riparare la casula bianca, e la necessità di due pallii, uno bianco e l'altro viola, entro la festa della Pentecoste, sotto pena di 4 scudi da applicarsi come sopra. L'Altare Maggiore deve essere incrementato e deve esser dipinto nella parete con una immagine da un illustre pittore e la stessa cosa va fatta per gli altri altari [...].

Vi è la Confraternita del Corpo di Cristo che non ha propri redditi. E i suoi confratelli sono stati precettato di tenere in ordine la cappella sacra [?]. Vi è l'altra confraternita di "San Sebastiano" che non ha redditi propri, tranne il contributo di qualche soma di frumento che i confratelli, come anche altre confraternite della regione, ricavano dai banchetti nei giorni di vacanza. E' stato ordinato, sotto pena di scomunica, che in futuro si astengano da questo e che sistemino la cappella [?].

Chiesa di Santa Maria del Colle

Lo stesso giorno 11 marzo 1574

Beneficio Semplice di Santa Maria del Colle situata al confine tra Santa Natolia e Turano, la cui struttura è di semplice fattura ed inornata. Pertanto sia sistemato il tetto da cui piove e le crepe che minacciano rovina [?]. Vengano intonacate e imbiancate le pareti con calce, il pavimento venga ricoperto di laterizi. Le serrature delle porte vengano tenute chiuse a chiave. L'altare sia ingrandito e fornito dei requisiti. La statua della Gloriosissima sempre Vergine venga resa verniciata e lustrata.

Gli altri altari ivi trovati siano aumentati e ornati oppure completamente demoliti. Viene asserito che il detto beneficio sia unito al Seminario Reatino ma dal momento che Don Giovanni Vincenzo Valignano pretende di avere in esso lo ius patronato non sono stati percepiti i frutti e i possedimenti non sono stati coltivati nè seminati e la somma che è venuta defraudata a detta chiesa ascende a circa dieci scudi l'anno. Pertanto è stata chiesto l'intervento del Reverendo Signor Visitatore.

Lo stesso giorno 11 marzo 1574

Fu visitata la chiesa Parrocchiale di Santo Andrea fuori e presso il castello di Spedino...


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