1839 - Visita di monsignor Filippo Curoli

Visita pastorale del vescovo di Rieti Filippo Curoli nell'anno 1839 - Manoscritto in lingua italiana - Tratto da: Archivio della diocesi di Rieti, visite pastorali, cartella n. 75 - Trascrizione di Roberto Tupone - 19 maggio 1992

Filippo dei conti Curoli
Patrizio di Faenza
Nato a Faenza il 24 ottobre 1796
Morto a Rieti il 26 gennaio 1849
Vescovo di Rieti dal 30/09/1834 al 26/01/1849

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TRASCRIZIONE DOCUMENTO

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VICARIATO FORANEO DI S. ANATOLIA

[p. 11-12]

  • S. Anatolia, residenza del vicario foraneo
  • Spedino
  • Corvaro
  • S. Stefano del Corvaro
  • Borgo Colle Fegato
  • Colle Fegato (non è parrocchia)
  • Castel Menardo (ha due parrocchie)
  • Colle Maggiore
  • Collorso
  • Ville Collefegato
  • Poggio di Valle
  • Grotte di Torano
  • Torano

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S. ANATOLIA

[p. 67] 18 luglio 1839

Nello stesso giorno proseguendo il viaggio si volse verso S. Anatolia, villaggio non molto distante da Torano. Ivi si giunse sul tramontare del sole.

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S. MARIA DELLA VALLE

A poca distanza da S. Anatolia, venendo da Torano, si trova sulla strada una piccola chiesa rurale sotto il titolo di S. Maria della Valle.

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BENEFIZIO IVI ERETTO

Esiste in questa chiesa un beneficio ora goduto da sig. don Francesco Fabrizi, parroco di Corvaro, ed ha l'obbligo di alcune messe. Furono emessi i seguenti decreti: "Che fornisca l'altare dell'occorrente per la celebrazione dei divini misterji; che formasse un armadio, per gli arredi sacri, e per potersi vestire [p.68] il sacerdote celebrante, e si provvedino i medesimi sacri arredi. Che alla fenestra a cornu epistole si ponesse un'impannata almeno, che si eseguisse tutto ciò entro due mesi; ed il vicario foraneo Placidi ne riferisse l'esito".

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CHIESA DI S. ANATOLIA

Assai più vicino a S. Anatolia vi è la chiesa dedicata alla santa dello stesso nome. Nella visita materiale della chiesa non vi fu luogo ad alcun decreto; E' dessa filiale della parrocchia, ne ha cura l'abbate pro tempore, e per custodia vi tiene sempre un eremita.

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LEGATO PIO

Nell'altare della Pietà di questa chiesa vi è legato di una messa in ciascun mercoledì dell'anno. Ma siccome erano coll'elemosina di grana dieci, l'abbate e canonici fecero petizione nel 1828 a monsignor Ferretti, in sacra visita, di una riduzione la quale fu loro concessa ad decennium per sole dodici messe a carico dell'abbate, ed otto a carico di ciascuno dei due coadjutori canonici.

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PROROGA DI RIDUZIONE DI MESSE

Ora, essendo terminato il tempo di tale indulto, hanno fatto nuova petizione, cui è stato annuito da sua eccellenza reverendissima medesima, essendo state trovate soddisfatte per gli anni passati. Sua eccellenza reverendissima colla sua comitiva prese alloggio in casa dei signori Placidi ove, presa una frugale refezione, avendo già nella cappella domestica detto con tutta la famiglia il rosario, andò a riposare.

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VISITA ALLA PARROCCHIALE DI S. ANATOLIA

[p. 69] 20 Luglio.

Nella mattina dei 20 luglio sua eccellenza reverendissima portossi alla chiesa parrocchiale, ivi fece l'ingresso giusta ciò ne prescrive il pontificale romano. Disse poi la Santa Messa, fece la visita al Sacro Ciborio ed impartì al popolo astante la prima benedizione colla sacra pisside. Ascoltò infine la messa del suo segretario, e fece la visita ancora dei sacri arredi, e del materiale della chiesa. In questo tempo monsignor vicario generale faceva l'assoluzione pei defunti nella chiesa di S. Anatolia ora sepolcrale.

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DECRETI

I decreti per la parrocchiale furono i seguenti: "Si riatti la fronte dell'altare di S. Nicola e del Carmine. Si pongano le nuove stampe alle Carta-Glorie dell'altare di S. Luigi e del Santissimo Rosario. Si mettano ai due confessionali i casi riservati in diocesi stampati, e il caso manoscritto contra alienantes, non retinentes, ecc. ecc."

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SUPPLICA AVANZATA DALL'ABBATE PLACIDI E SUO RESCRITTO

Il signor abbate Placidi avanzò una supplica colla quale chiedeva una riduzione di messe in n. 21 per lascito del fu abbate Silvi asserendo essersi diminuita la rendita dei fondi assegnati per tale legato. E' d'avvertire però che i Placidi hanno comprato tutti i fondi spettanti a questa famiglia con questo peso, e non sapendosi ove sia precisamente fondato il legato, ed essendo una falsa asserzione [p.70] il dire che sonosi diminuite le rendite, si rescrisse: "Docent orator per publicas tabulas, sive per testamenti exhibitionem peper quibus precisa fundis pium legatum unius et viginti missarum quotannis celebrandarum a testatore statutum sit ad hoc ut petita reductio rite ei concedatur. S. Pacifici convisitatore. Die 28 junii 1839."

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DECRETO EMESSO PER LA REGOLARE DISTRIBUZIONE DELL'ELEMOSINE DI MESSE OFFERTE NELLA CHIESA DI S. ANATOLIA

Rappresentandosi dall'abbate varj inconvenienti accaduti nell'esaurimento delle messe avventizie della chiesa di S. Anatolia, sue eccellenza reverendissima emise il seguente decreto: "Standoci a cuore che sia adempita esattamente la pia volontà dei fedeli che offrono le limosine pei sacrifici della messa nella chiesa di S. Anatolia abbiamo decretato quanto segue:

  1. A cura del rettore della chiesa si aprirà un registro di tutte le elemosine che verranno offerte tanto nella vigilia che cade ai 9 di luglio quanto nella festa della Santa che ricorre nel giorno 10 dello stesso mese.
  2. Si provvederà del pari un libro in cui si noteranno le distribuzioni che si faranno di elemosine ai sacerdoti, coll'indicazione del giorno, mese, e del nome del sacerdote a cui si faranno, e si ritirerà dal medesimo la corrispondente dichiarazione che verrà inserita nel libro.
  3. Tanto il registro quanto il libro suddetti si presenteranno in atto di sacra visita a noi [p. 71] e ai nostri successori per apporvi i convenienti decreti.
  4. In conseguenza sarà uffizio dei sacerdoti confessori di dirigere in quei giorni ed in ogni altro tempo all'ecclesiastico destinato a registrare tutte le elemosine i penitenti, che intendono di darle per le messe, e di consegnare al suddetto quelle che saranno loro offerte dai fedeli che non amassero presentarsi alla sagrestia, sotto pena della sospensione a divinis da incorrersi ipso facto in caso di contravvenzione.
  5. Viene espressamente proibito di distribuire siffatte limosine ai sacerdoti del clero secolare o regolare i quali non appartengano alla nostra diocesi.
  6. Il presente decreto verrà dal rettore comunicato all'uopo ad ogni sacerdote, e si terrà affisso alla porta della sagrestia nella chiesa di S. Anatolia, affinchè ogni ecclesiastico ne abbia la piena conoscenza sotto la responsabilità del rettore suddetto.

S. Anatolia in visita, li 20 luglio 1840".

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OBBLIGHI ANNESSI AD ALCUNO DEGLI ALTARI DELLA PARROCCHIALE

La chiesa parrocchiale di S. Anatolia è dedicata a S. Nicola. Nel secondo altare a cornu epistole, dedicato alla Madonna santissima del Carmine e di giuspatronato della famiglia Placidi, vi è un obbligo di messe ventiquattro all'anno. Si soddisfano dall'abbate Placidi. Nel primo a cornu evangelii, che è dedicato al santissimo Rosario vi è [p. 72] l'obbligo gravante l'abbate parroco di dirvi il Rosario in tutte le feste, il che si adempie. Nel 2°, che è dedicato a San Giovanni Battista ed è della famiglia Spera, vi è un beneficio posseduto dall'abbate coll'obbligo di dodici messe quali furono trovate adempiute. Nel dì del Corpus Domini hanno i signori abbate e canonici hanno l'obbligo di applicare la messa. Tale legato fu trovato soddisfatto.

Si osservarono i libri parrocchiali e furono trovati in regola e vi furono apposti gli analoghi decreti.

Nel dopo pranzo l'eccellenza sua reverendissima col suo seguito si portò ad a profittare  delle graziose esibizioni de' signori Masciarelli, e a vedere l'emissario del lago Fucino, eseguito dagli imperatori romani, e dai re di Napoli ora ripurgato.

21 luglio. Si andò a vedere il lago Fucino, quindi l'emissario. A pranzo andossi a Paterno ove risiede il signor don Giovanni Battista Masciarelli. La sera si ritornò a Magliano.

22 luglio. Nella mattina del 22 luglio disse l'eccellenza sua reverendissima la messa nell'oratorio privato dei signori Masciarelli come nel dì antecedente, ed ascoltò quella del suo segretario, e fu di ritorno a S. Anatolia ove amministrò nello stesso giorno la cresima a tre bambini, e si trattenne tutto il resto della giornata ad ascoltare quelle persone che vollero abboccarsi con lui, [p. 73] non che nell'ascoltare i sacerdoti del paese intorno allo stato morale dei terrazzani.

23 luglio. Esauriti l'eccellenza sua reverendissima i suoi non brevi e fervidi privati atti di pietà disse ed ascoltò al solito la santa messa e quindi si partì per Spedino. Poco prima di giungere a Spedino il segretario col signor don Paolo Desideri di Spedino si portarono a visitare una piccola chiesa rurale dedicata a S. Paolo... [segue visita a Spedino]

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VISITA DI S. LORENZO IN CARTORA

[p. 81] Fu visitata la chiesa di S. Lorenzo in Cartora la quale trovasi a poca distanza da S. Anatolia da chi parte da questo paese e va al Corvaro per la strada della valle lasciando a manca Spedino. Com'è tradizione in questo luogo era un monastero di monaci. I pochi beni rimasti sono stati riuniti alla chiesa parrocchiale di S. Anatolia. Dicesi inoltre essere quivi stata l'antica città di Tora ove conseguì il martirio S. Anatolia. A poca distanza da questa chiesa si osservano alcuni ruderi con un fonte ove i fedeli sono chiamati per devozione onde guarire i loro malori, essendovi forse anticamente qualche chiesa evvi un benefizio sotto il nome di S. Costanzo, ora riunito alla parrocchia di S. Anatolia.

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DECRETI

Nella visita della chiesa di S. Lorenzo in Cartora si decretò che: "Si ponesse sull'altare un quadro in tela essendo espressamente proibito dai sacri riti di porre alla pubblica venerazione immagini fragili come sono quelle in carta".

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S. MARIA IN BRECCIASECCA

A poca distanza da S. Lorenzo in [p. 82] Cartora vi è l'altra piccola chiesa rurale di S. Maria di Brecciasecca. Per questa si decretò che "si facesse la chiave della porta" essendosi asserito non essersi mai detto messa in tale chiesa, non essendovi altare con pietra consacrata, ma una semplice mensa non si è dettagliato il bisogno che avrebbe al fine di potervi celebrare i sacri misterj.