0 ca.: Epigrafi romane

Nel pavimento della chiesa di Santa Maria del Colle vi era, fino al 1907, una lapide scolpita con lettere molto grandi che segnalava uno dei confini con Alba Fucense:

ALBENS FINES


La lapide fu vista intatta verso il 1850 dal canonico Stephani Anzimi di Scurcola e fu pubblicata nel 1859 da Raffaele Garrucci. Nel 1883 Theodor Mommsen la trovò segata in due parti e nel 1907 la vide ancora Domenico Lugini. La lapide conferma l'importanza che aveva in epoca romana la città di Alba Fucense e che già in quei tempi, come poi in tutto il medioevo, i territori di Sant'Anatolia e Cartore facevano parte della sua giurisdizione.

  • FONTE: Raffaele Garrucci "Bullettino Archeologico Napoletano" pag.159 - Theodor Mommsen "Corpus Inscriptionum Latinarum" n.3930 - Domenico Lugini "Memorie storiche della regione Equicola ora Cicolano" pag.108

La seguente epigrafe, situata originariamente nella chiesa di S.Maria del Colle, venne trasportata dapprima nella villa della famiglia Placidi vicino al Santuario e in seguito, in data incerta, trasferita nel Museo Lapidario del Comune di Avezzano dove si trova tutt'ora.

Cod. 72 Epigrafe proveniente dal territorio di S. Anatolia

 

D. M.
L.CALLIO.L.F.CLA
RESTITVTO.VE
TERANO.AVG
EX.CHO.PRI.PR
MAG.I.D.Q
HOSTILIA.C.F.
PROCVLA.CON.B.M
CVM.QVO.VIX.AN.X//
FACIVNDVM
CVRAVIT


La lapide venne pubblicata dal Garrucci e dal Mommsen. Nel 1907 Domenico Lugini la descriveva in questo modo: "E' in pietra calcarea e con paleografia dei tempi Augustei". Nel 1968 Vincenzo Saletta la traduceva: "A Lucio Gallio Restituto, figlio di Lucio Claudio, veterano augustale, della Coorte prima principale, magistrato... duunviro quinquennale, la moglie Ostilia Procula al marito di buona memoria, con il quale visse 10 anni, curò che fosse fatto" (17). Della lapide originaria per tanti anni se ne era persa traccia e finalmente, il 4 settembre 2011, grazie ad internet, l'abbiamo riscovata presso il Museo Lapidario Comunale di Avezzano (www.avezzanodigitale.it).

  • FONTE: Raffaele Garrucci "Bullettino Archeologico Napoletano" pag.179 - Theodor Momsen "Corpus Inscriptionum Latinarum" n.4120 - Domenico Lugini "Memorie storiche della regione Equicola ora Cicolano" pag.106 - Vincenzo Saletta "S.Anatolia" pag.49

M. PIO . M...
CALVENO
OSSA.SITA
CALVENA.L.F.

 

Anche questa lapide sepolcrale si trovava nella chiesa di S.Maria del Colle. Venne pubblicata dal Garrucci e dal Lugini che disse che era "in pietra calcarea e con arcaica paleografia". Il Saletta la tradusse "A Marco Pio Calveno, figlio di Marco. Qui sono poste le sue ossa. La liberta Calvena fece". Il fatto che Marco Pio Calveno fosse sepolto nella chiesa di S.Maria del Colle rende possibile l'ipotesi che questa chiesa possa risalire ad epoche romane.

  • FONTE: Raffaele Garrucci "Bullettino Archeologico Napoletano" pag.181 - Domenico Lugini "Memorie storiche della regione Equicola ora Cicolano" pag.107 - Vincenzo Saletta "S.Anatolia" pag.50

Nel Santuario antico di Sant'Anatolia vennero rinvenute iscrizioni romane fra cui una delle più importanti ci ricorda l'imperatore Marco Aurelio Antonino che probabilmente visitò il nostro villaggio:

IMP. CAES.
M.AVRELIO.ANTONI
IMP.CAES.L.SEPTIMI.SEVERI.PII
PERTINACIS.AVG.ARABICI
ADIABENICI.PARTHICI.MAXIMI
FILIO.COS.III


Fu pubblicata dal Mommsen che la trovò nel pavimento di fronte all'altare della Vergine Anatolia. Anche lui era convinto assertore che la nostra chiesa si trovava "in ruinis Torae oppidi" soprattutto per la somiglianza del nome della città a quello di Torano. Il Saletta la tradusse nel seguente modo:"All'imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino, augusto, pontefice massimo, figlio dell'imperatore Cesare Lucio Settimio Severo, Pio, Pertinace, Augusto, Arabico, Adiabenico, Partico, Massimo, nel terzo anno del suo consolato". Marco Aurelio Antonino, figlio dell'imperatore Settimio Severo, nel 208 era al suo terzo anno di consolato e nel 211 divenne imperatore con il famoso nome di Caracalla. L'epigrafe quindi risale al 208 d.C.

  • FONTE: Theodor Momsen "Corpus Inscriptionum Latinarum" n.4117 - Vincenzo Saletta "S.Anatolia" pag.52

Sempre il Mommsen vide che l'altare della chiesa antica di S.Anatolia, prima della distruzione del 1877, era sorretto da una grande lapide o colonna in pietra ("basis magna in vico S.Anatoliae in valle Salti ex altari ecclesiae S.Anatoliae nuper extracta") sulla quale era incisa questa iscrizione. Il Saletta la tradusse "A Calvena Veneria, figlio di Tito, Lucio (Giunio) Giusto, figlio di Lucio, pose alla moglie di buona memoria".

D.M.S.
CALVENE.T.F
VENERIAE
L/////NIVS
LF IVSTVS
CONIVGI
B.M.P.

 

  • FONTE: Theodor Momsen "Corpus Inscriptionum Latinarum" n.3979 - Vincenzo Saletta "S.Anatolia" pag.50 nota 12


La seguente epigrafe, di cui abbiamo accennato nei paragrafi precedenti, "in pietra calcarea" si trova tuttora nella chiesa di Sant'Anatolia incassata nel muro esterno della facciata sopra una delle porte d'ingresso.

Epigrafe Romana - 2

Essa venne pubblicata dal Mommsen il quale asserì che il Petronio dell'epigrafe abitasse nel territori di Alba poichè apparteneva alla tribù Fabia nella quale erano ascritti gli Equi Albensi. Il Saletta la tradusse scrivendo fabbro anzichè Fabio: "Lucio Petronio, figlio di Caio Fabio, per testamento 400 sesterzi" (21). Ancora un'altra conferma che il nostro villaggio si trovava in giurisdizione Albense:

L.PETRONIVS.C.F
FAB.EX.TES.
HS. CCCC

 

  • FONTE: Theodor Momsen "Corpus Inscriptionum Latinarum" n.4017 - Domenico Lugini "Memorie storiche della regione Equicola ora Cicolano" pag.108 - Vincenzo Saletta "S.Anatolia" pag.50

EVLOGI
C.N.T


Nei dintorni del Santuario fu rinvenuto un suggello di bronzo con questa piccola iscrizione; essa venne pubblicata dal Garrucci, dal Mommsen ("Signaculum ad S.Anatoliae in Aequicolis: Eulogi C.N.T."), dal Lugini e dal Saletta.

  • FONTE: Raffaele Garrucci "Bullettino Archeologico Napoletano" pag.181 - Theodor Momsen "Corpus Inscriptionum Latinarum" n.394 - Domenico Lugini "Memorie storiche della regione Equicola ora Cicolano" pag.108 - Vincenzo Saletta "S.Anatolia" pag.51