1139: Regno di Sicilia

27 luglio 1139

Il Regno di Sicilia, nato nel 1130 per mano dell’Antipapa Anacleto, riceveva il definitivo riconoscimento il 27 luglio 1139 mediante l’elevatio in regem ( riconoscimento di re Ruggero II) da parte di Innocenzo II, legittimo Pontefice della Chiesa di Roma.

Un sovrano illuminato:

Ruggero regnò per venticinque anni, consolidando l’unità dei sui domini nella lotta contro i baroni pugliesi, che coglievano l’occasione di ogni ritorno del re in Sicilia per rialzare la testa e rinnovare le pretese di autonomia dalla corona, e mettendo l’uno contro l’altro papi ed imperatori per consolidare la sua posizione internazionale.

Il re mostrò, inoltre, grandi doti politiche nel governo di territori, così distanti per tradizione e condizioni geografiche, e di popolazioni profondamente difformi per lingua, cultura e religione.

I principi cui si ispirava il governo di Ruggero II erano chiari ed efficaci.

Innanzi tutto i Normanni, come i Siciliani, i Greci, gli Ebrei, e gli Arabi diventavano uguali dinanzi al re di Sicilia, soggetti alle stesse leggi, ma liberi di vivere ognuno secondo l’uso dei suoi padri.

Il carattere assoluto ed accentratore della monarchia, potere di diritto divino, ed anche la sua vicinanza e costante attenzione alle necessità del popolo, ponevano, altresì, la corona al riparo dalle ribellioni, mentre il forte impulso alla vita culturale e scientifica a corte tendeva a creare occasioni di incontro e di scambio pacifico fra i vari gruppi etnici e culturali.

Fonti varie.

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