1530: vendita ad Antonio di Corbario di alcune terre nel territorio di Vicovaro

L'8 febbraio 1530 i notai Dominicus de Fabris de Canemorto e Iohannes de Bartholinis de Vallecupula publ. not. (copia) registrano che: Salvatore Buzzi da Vicovaro, diocesi di Tivoli, di propria spontanea volontà vende in perpetuo ad Antonio "dello Corbario ad presens Baricello" dei signori don Francesco e donna Girolama Orsini d'Aragona, un pezzo di terra vignato, con alberi fruttiferi ed infruttiferi nel territorio di Vicovaro, presso i notati confini, che già avevano appartenuto a Cola di Sante Tempesta da Cantalupo e che in seguito a sicurtà fatta dal sopradetto Buzzi per un tale Ottaviani, fu dato e ceduto allo stesso Buzzi che lo vende per il prezzo di cento ducati, quaqli riceve lo stesso Salvatore e ne rilascia quietanza con le solite clausole. "Actum est in castro Vicovarii, in palatio dominorum, in quarta camera prope primam dicti palatii, in qua ad praesens est residentia mei ser Dominici Vincentii notarii pubbllici et ad praesens vicarii castri Vicovarii presentibus etc. Et ego Iohannes de Bartoliniis de Valllecupula publicus notarius et iudex ordinarius etc." che estrasse e collozionò il presente atto.*