Riassunto del processo ad Anna Vincenza Novelli

Il 22 settembre 1813 l'eletto di S.Anatolia Francesco Placidi (1) informa il giudice di Pace del Circondario di Borgocollefegato Pasquale Ceci, che Anna Vincenza Novelli ha bastonato sua madre Modesta (2) con grande scandalo per la popolazione e che la stessa per il "suo stato di libertinaggio" inquieta i suoi vicini di casa.

Vengono inizialmente chiamati a testimoniare Irene Pozzi, Piacentina Pozzi e Berardino Rosati e vengono ascoltati anche Giacinta D'Ascenzo, Francesca Passalacqua e Onorata Rubeis (3). Antonio Rubeis, "usciere preso la Giustizia di pace del circondario" consegna loro le "cedole" con le quali vengono chiamati a testimoniare. I testimoni confermano la dichiarazione dell'eletto aggiungendo che Anna Vincenza dette un morso a Piacentina Pozzi che cercava di separarle, e che questa utilizzò un mattarello ("stennarello dei maccaroni") per picchiare la madre. Infine che il motivo della lite fu che la stessa Anna Vincenza non dava obbedienza alla madre perchè voleva "vivere di suo capriccio" particolarmente "per corrispondenza di amore che à con un giovine del paese".

Il 2 dicembre 1813 la Corte Criminale del 2° Abruzzo Ultra dichiara che il rapporto d'indagine fin'ora pervenuto non è sufficiente per dar luogo a procedere.

Il 20 gennaio 1814 viene quindi chiamata a testimoniare la stessa Modesta Novelli. L'eletto di Sant'Anatolia Francesco Placidi invita ad interrogare sui fatti anche Gabriele Scafati, Francesco Fracassi, Pasquale Luce, Francesco Maria Luce, parroco, Martino di Agostino, Giovanbiagio Luce e Sinibaldo Luce (4).

Il 16 maggio avviene la seconda parte dell'indagine con l'interrogatorio del secondo gruppo di testimoni. Modesta viene interrogata per prima e dichiara che la figlia è innocente, che non l'ha assolutamente picchiata e che la lite tra le due era avvenuta per futili motivi. Dichiara che nel giorno di San Giovanni di Dio, il 29 agosto del 1813, ella aveva acquistato un'arca per metterci le cibarie e che la figlia a sua insaputa ci aveva fatto mettere una serratura. Modesta per questo motivo si era arrabbiata con la figlia e alla fine la figlia le aveva tirato le chiavi addosso ed avevano cominciato ad urlare. I vicini accorsi pensavano che la figlia avesse percosso la madre, ma Modesta dichiara di non aver avuto nessuna percossa.

Viene chiamato a testimoniare Gabriele Scafati figlio di Benedetto che dichiara che Anna Vincenza è solita picchiare la madre, non darle obbedienza e di condurre una vita disonesta e dichiara che ella gode di cattiva fama, e che, specialmente nei giorni delle messe, va rubando "de' mazzetti di spighe per le manoppine".

Francesco Fracassi, figlio di Croce, conferma le parole del precedente testimone, e nulla ha da aggiungere. Pasquale Luce figlio di Giuseppe, Francesco Maria Luce sacerdote figlio di Giuseppe, Martino di Agostino figlio di Agostino, Giovanbiagio Luce figlio di Pietrantonio e Sinibaldo Luce figlio di Giovambattista, confermano anch'essi la versione di Gabriele.

La Corte Criminale del 2° Abruzzo Ultra visti gli atti, considerato che la madre Modesta Novelli ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna percossa dalla figlia, il giorno 20 settembre 1814 dispone che non essendoci prove sufficienti non si dia luogo a procedere contro l'imputata Anna Vincenza Novelli e che l'incartamento venga archiviato (5).

note

  1. Francesco Placidi (1780-1844) era figlio di Domenico e Berardina Castrucci (1756-1844) ed era sposato con Antonia Blasetti (1778-1843) dalla quale proprio nel 1813, il 31 gennaio, ebbe una figlia di nome Angela.
  2. Modesta Di Gregorio era nata a Sant'Anatolia nel 1757 ed era moglie di Carlo Novelli di Tagliacozzo con il quale aveva due figlie Anna Vincenza (1792-1842) e Maria Loreta (1793). Modesta morì all'età di 60 anni il 10 agosto 1817.
  3. Irene Pozzi (1787-1852) era figlia di Giovanni Pietro (1760) e Celestina Spera (1774-1834). Piacentina Pozzi (1791-1817) era figlia di Leonardo (1759-1829) e Teodora Di Gasbarro (1761-1811). Berardino Rosati 81766-1830) era figlio di Nicola (1696-1796) e Lucrezia Zacchè. Giacinta Panei (1773-1856) era figlia di Giovannangelo (1745-1816) e Ascenza Massimiani (1753-1793). Francesca Rossetti, moglie di Domenico Passalacqua, era nata a Collefegato il 05/10/1781. Onoranda Rubeis (1769-1819) era figlia di Giovanni (ca.1723) e Rosalia Innocenzi.
  4. Gabriele Scafati (1784-1845) era figlio di Benedetto (ca.1747) e Gesualda Scafati (1754-1829). Francesco Fracassi (1787-1875) era figlio di Croce (1772-1851) e Pasqua De Angelis (1777-1843). Pasquale Luce (1759-1829) e Francesco Maria Luce, parroco, (1756-1826) erano figli di Giuseppe (1720-1765) e Caterina Placidi (ca.1735). Martino di Agostino (1746-1827) era figlio di Agostino (ca.1721) e Teodora. Giovanbiagio Luce (1789-1823) era figlio di Pietrantonio (1741-1797) e Margherita Innocenzi (1758-1816). Sinibaldo Luce (1781-1822) era figlio di Giovanni Battista (1753-1824) e Giacoma Corazza (1753-1817)
  5. Anna Vincenza Novelli, nacque a S. Anatolia il 05/04/1792 da Carlo Novelli (ca 1757-1794) e Modesta Di Gregorio (1757-1817). Anna Vincenza ebbe due figli da padre ignoto: Gaetano Di Gregorio, nato a S.Anatolia il 20/01/1816, e Maria Giuseppa Novelli nata a S.Anatolia il 15/12/1820. Il 18 novembre 1823 sposò a S.Anatolia Giuseppe Farinacci, nato a Collefegato il 10/11/1759. Si trasferì a Collefegato dove ebbe tre figli Domenico Antonio (n.1824),  Modesta (n.1826) e Carlo Antonio (n.1829). Nel 1831 morì il marito Giuseppe Farinacci, ma Anna Vincenza due anni dopo ebbe un'altra figlia Maria (n.1833) figlia di padre ignoto. Anna Vincenza morì a Collefegato il 30 luglio 1842 , all'età di 50 anni.