Chi siamo

Cominciai ad interessarmi alla storia di Sant'Anatolia a 15 anni interrogando le persone più anziane e raccogliendo i nomi dei miei antenati. Nel 1978 acquistai il libro di Vincenzo Saletta "S. Anatolia" pieno di note con rimandi ad altri libri. Andai quindi nella biblioteca nazionale di Roma dove spulciai centinaia di volumi e, esaurite le fonti, fu naturale ritrovarmi negli archivi.

Ho consultato i manoscritti della parrocchia di San Nicola a Sant'Anatolia e dell'Anagrafe del Comune di Borgorose e da questi in seguito ho tratto una buona parte dei dati relativi alla genealogia. Sono stato poi nell'archivio del Commissariato agli usi civici del Lazio, dove ho trovato una carta topografica dei primi del 1800, nell'archivio della Diocesi di Rieti, dal quale ho tratto molte informazioni sulle chiese e sulla situazione del clero, e nell'Archivio di Stato dell'Aquila dove ho consultato gli stati civili, i catasti e alcune sentenze, ampliando le conoscenze generali sia storiche che genealogiche.

Nel 2013 sono stato nell'Archivio di Stato di Napoli dove ho consultato la copia originale del catasto onciario del 1753 (una copia incompleta si trova anche a L'Aquila), le voci di vettovaglie (la comunicazione dei prezzi delle merci principali nei mercati locali) e nell'Archivio di Stato di Rieti dove ho consultato altri catasti post-napoleonici e post-unitari. Il lavoro sembra infinito poichè ogni volta che vado in un archivio per consultare un documento (a volte un solo documento può essere composto di centinaia di pagine manoscritte) altri ne scopro da consultare e ogni volta saluto i vari archivisti e impiegati con un "arrivederci, tornerò tra qualche mese...".

Un settore che si è rivelato molto importante nelle ricerche è la genealogia. Intorno al 2001 andai a Sant'Anatolia per rivedere l'archivio della Parrocchia di San Nicola. Don Giovanni Di Gasbarro era appena andato in pensione e il nuovo parroco, che amministrò solo un anno a Sant'Anatolia, si fidò di me e della mia passione per la storia e mi permise di fotocopiare l'intero archivio della parrocchia. Rilegai le fotocopie, creando quindi una copia di sicurezza nel caso i documenti originali vadano perduti e, per mezzo di un programma di raccolta dati specifico per la genealogia, aiutato da mio fratello Alfredo, inserii quasi 5.000 nomi cioè tutto il popolo di Sant'Anatolia dal 1750 al 1930 (registro dei battesimi, dei matrimoni, dei morti e degli stati di famiglia). Un valido aiuto lo ebbi anche da mia madre, dai miei zii e da vari compaesani che mi aiutarono a riconoscere i personaggi che scorrevano nei manoscritti e ad aggiungere le informazioni sullo stato più recente delle varie famiglie.

Qualche anno dopo riandai a consultare l'archivio dell'anagrafe del Comune di Borgorose dove, grazie all'aiuto di mio cugino, ebbi la possibilità di fotocopiare i registri di nascita dal 1809 al 1895. Nel 2012 sono stato nell'archivio di Stato dell'Aquila dove sono venuto a conoscenza della presenza di una seconda copia molto più completa degli “stati civili” dal 1809 al 1865 dai quali ho tratto ulteriori dati per la genealogia. Infine sono stato nell'Archivio di Stato di Napoli dove, grazie alla disponibilità degli archivisti, ho potuto fotografare il Catasto Onciario, dove vengono elencati tutti i capofamiglia, con i componenti del nucleo familiare e le loro proprietà. Tutto ciò mi ha permesso di ampliare di molto il settore della genealogia facendomi raggiungere ad oggi la cifra di oltre 9000 persone inserite del database.

Da quando ho messo questa possibilità sul sito mi hanno iniziato a scrivere molte persone originarie di Sant'Anatolia e la soddisfazione più grande è stata quella di scoprire che la richiesta maggiore proveniva da persone che non vivono in Italia, soprattutto argentini, i nipoti o i pronipoti degli emigranti che partirono da Sant'Anatolia all'inizio del secolo scorso. Molti mi scrivono anche dall'Italia e sono contento perchè questa del sito internet è una bellissima possibilità per riallacciare dei rapporti che altrimenti sembrerebbero perduti.

Qualche anno fà insieme ad un'amica abbiamo creato un gruppo su Facebook dedicato ai "Santanatoliesi nel mondo...". Questo gruppo ha reso possibile ampliare ulteriormente la rete di conoscenze dei residenti a Sant'Anatolia, dei non residenti italiani e dei discendenti degli emigranti stranieri. Tramite il gruppo abbiamo potuto ricevere altre informazioni sullo stato attuale delle famiglie, soprattutto degli emigranti, e tutto ciò ha innescato un circolo virtuoso stimolando altre persone a scrivere storie, inviare fotografie, ecc.

Mi piacerebbe molto creare un gruppo, magari sotto forma di "Fondazione", che si occupi di fare ulteriori ricerche e di ricreare un rapporto con i nostri concittadini che vivono lontano. Mi piacerebbe coinvolgere i ragazzi di Sant'Anatolia che a volte vivono alienati, quasi senza una speranza di lavoro, e con l'unica possibile via di uscita di andare a vivere in qualche città come Avezzano, L'Aquila, Roma o anche più lontano. Spero in futuro, semmai anche grazie all'iniziativa di qualcun altro, che quello che ho in mente si possa realizzare.

Roberto Tupone - Aggiornato 05.11.2013