Il Messaggero di Rieti

A Corvaro di Borgorose, Sant'Anatolia la statua ora lacrima dall'altro occhio

Nuove testimonianze di lacrimazioni, ulteriori interrogativi e i carabinieri di Rieti che inviano un rapporto alla procura della Repubblica di Rieti su quanto sta avvenendo nel Santuario di Sant'Anatolia di Borgorose. Non si spengono i rinflettori sulle presunte lacrimazioni della statua della santa, per la prima volta manifestatesi il 15 aprile scorso durante la celebrazione di un matrimonio tra una giovanecoppia di Avezzano. Il tutto contribuisce ad accrescere gli interrogativi sull'origine delle lacrime che sembrano solcare il viso della statua di Santa Anatolia che campeggia sulla navata centrale della chiesa. Proprio sabato scorso, sembra che la Martire abbia pianto ancora e alcune gocce siano cadute alla base del seno. Ma la novità è che questa volta è stalo l'occhio destro a versare Un liquido la cui natura è tutta da verificare. Testimoni dell'evento ancora una volta un parroco, che sta seguendo la vicenda molto da vicino, e alcuni pellegrini provenienti da Roma. "E' la seconda volta che vedo sgorgare gocce di lacrime sul volto della statua e man mano che passano i giorni - dice il sacerdote che ha chiesto di restare anonimo - gli occhi di gesso diventano sempre più azzurri e sempre più umani.

Domani sarà un mese dall'inizio della vicenda e ritengo sia giusto verificare attentamemnte se siamo di fronte a un evento naturale, frutto magari dell'umidità, o qualcosa che abbia a che fare con il trascendente».

Nel frattempo, il colonnello Giovannni Cuneo, comandante provinciale dei carabinieri, ha ritenuto informare la procura della Repubblica su quanto sta accadendo a Santa Anatolia.

Si fa invece attendere una presa di posizione della Diocesi reatina, che attualmente non ha nominato neppure una commissione ufficiale per indagare sul fenomeno. Un silenzio che lascia un po' sconcertati, considerato il vasto interesse che sta suscitando l'intera vicenda, soprattutto oggi che anche le tv nazionali stanno mostrando attenzione su quanto accade a santa Anatolia. Superstizione? Miracolo? Suggestione collettiva? Per non alimentare mistificazioni, occorrerebbe analizzare approfonditamente questi segni, in modo di arrivare a una valutazione obiettiva riguardo l'autenticità della lacrimazione. Altrimenti, le autorità Ecclesiastiche dovrebbero prendere provvedimenti nei confronti di chi tende ad alimentare queste forme di esaltazione e vietare i pellegrinaggi, sostenendo magari che se anche il fenomeno al momento non ha una spiegazione naturale non è necessario ricorrere a ipotesi ultraterrene. Restano i dubbi e sono in molto a chiedersi: perché non aprire un'inchiesta per dissipare qualsiasi congettura che celebra il prodigio?

Di MARIA LUISA POLIDORI

Tratto da Il Messaggero di Rieti - Prima pagina - del 14/05/2012